Nel quadro della sua politica « tolleranza zero » nei confronti di immigrati sans papiers provenienti dall’America centrale,  il ministro della Giustizia USA, Jeff Sessions, ha sottoposto ad ulteriori restrizioni il diritto d’asilo. In futuro, né le violenze domestiche ne la violenza delle bande criminali che imperversano nella regione saranno riconosciute come motivo valido per chiedere asilo ai posti di frontiera, ha dichiarato Sessions lunedi’ a Washington. In questo modo sarà ulteriormente ridotto il numero di domande d’asilo di famiglie provenienti dall’America centrale.

Sessions ha affermato che, in un altro paese, uno straniero puo’ essere soggetto a vari tipi di minacce e di violenze. I motivi possono essere sociali, economici, familiari o altri, ma « l’asilo non aiuta a risolvere ogni disgrazia ». Il solo fatto che un paese abbia dei problemi con certi reati come le violenze domestiche o le bande criminali o che certi abitanti siano vittime di crimini « non puo’ comportare un diritto d’asilo ». I richiedenti asilo devono dimostrare di essere perseguiti per la loro appartenenza a un determinato gruppo, ha detto Sessions. Un gruppo simile non puo’ essere eccessivamente largo e diffuso, ha detto il ministro annullando una precedente decisione di accordare l’asilo a mogli vittime di violenze domestiche.

In maggio Sessions aveva inaugurato una politica « tolleranza zero » nei confronti di persone che arrivano illegalmente negli USA attraverso la frontiera messicana e chiedono asilo. Fa parte di questa politica la separazione dei genitori dai figli. Sono già almeno 2000 i minori strappati alle loro famiglie. Molti, provenienti da Stati centro-americani come il Salvador, il Guatemala e l’Honduras, tentano di sfuggire a bande di giovani estremamente violente. Con la separazione di famiglie di migranti il governo del presidente USA Donald Trump prosegue nella sua politica del pugno duro. L’immigrazione illegale, che Trump accusa di essere responsabile della criminalità e della violenza negli USA, è un tema centrale della sua presidenza.

Giustiniano

16 giugno 2018

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