Il traguardo si allontana : l’ONU progetta la completa eliminazione della fame nel mondo, nel quadro dei 17 obiettivi per uno sviluppo sostenibile. Questo obiettivo figurava già fra gli otto del millennio scorso e doveva essere raggiunto nel 2015. La tendenza, allora, era positiva: il numero di quanti nel mondo soffrivano la fame era in diminuzione, malgrado l’aumento della popolazione mondiale. Negli ultimi tre anni, invece, in base al rapporto sull’alimentazione mondiale,  il trend si è invertito, raggiungendo nuovamente i valori del decennio trascorso : 821 milioni di persone soffrono la fame.

I tre fattori responsabili della fame sono, secondo l’ONU, i conflitti armati, le crisi economiche e i cambiamenti climatici, tutti problemi strettamente collegati. Quello che è chiaro è che la fame non figura nel libro del destino : guerre, crisi economiche e mutamenti climatici sono conseguenze di una politica imperialista, della quale sono responsabili i centri decisionali globali ed i loro complici locali. Puntare l’indice sugli altri non trae in inganno nessuno.

Ci sono strutture, oltre ai tre fattori citati, che aggravano la fame mondiale : ad esempio il rifiuto di rispondere positivamente alle esigenze dei piccoli coltivatori e la politica di « sviluppo ». La dichiarazione dell’ONU relativa ai diritti dei piccoli contadini sarà deliberata la settimana prossima. Non è affatto certo che segni un’inversione di tendenza…

Giustiniano

12 settembre 2018

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