Le condizioni di lavoro nel cantiere dell’aeroporto di Istanbul sono particolarmente dure. Cio’ è dovuto alla pressione esercitata dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan perché i tempi  di consegna siano rispettati, anche con l’impiego di immigrati dall’Anatolia orientale e dall’Azerbaigian non organizzati in sindacati. Non a caso, la polizia ha arrestato dei dirigenti sindacali per stroncare uno sciopero.

Le condizioni di lavoro non peggiorano solo in questo cantiere. La demonizzazione di ogni forma di dissenso, la promozione di un rapporto paternalistico con lo Stato e con i datori di lavoro sono strettamente legati ad un modello di capitalismo neo-liberista. A questo si aggiungono i problemi sempre più gravi dovuti alla crisi della lira, per risolvere i quali è evidente che Erdogan pensa di dover dirigere l’economia come il suo partito.

Nel frattempo, il presidente non è costretto a lesinare. Ha appena ricevuto un nuovo, gigantesco Jet che, secondo la versione ufficiale, è stato donato dall’emiro del Qatar ma, secondo un’altra, ufficiosa ma inammissibile data la crisi economica, è stato acquistato con denaro pubblico. Come se non bastasse, sono appena stati presentati i progetti della sua nuova residenza estiva. Un palazzo sul mare con 300 stanze e 65 ettari di terreno. Forse è questa la ragione per la quale a Erdogan risulta tanto difficile mettersi nei panni di semplici lavoratori.

Giustiniano

21 settembre 2018

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