Nel sistema fascista dei campi di concentramento, il ghetto di Theresienstadt (la località si chiama oggi Terezin e si trova nella Repubblica cèca) era un caso a parte. Le condizioni di vita erano pessime ma, in determinati periodi, migliori rispetto ad altri campi e ghetti. Questo vale, in ogni caso, fra l’inizio e l’autunno del 1944, quando il campo era usato come vetrina adatta ad ingannare le delegazioni straniere. Ancora nella primavera del 1944 l’attore e regista Kurt Gerron, internato come ebreo, fu costretto a produrre, per la propaganda nazista, “Theresienstadt – un documentario da un insediamento ebraico”.

Questo non modifico’ nulla nella politica di annientamento. Le condizioni di vita nel ghetto erano migliorate anche perché una parte dei prigionieri erano stati deportati nei campi di sterminio. Anche per Gerron e la maggior parte di quanti avevano lavorato nel film le riprese significarono solo un breve rinvio del trasferimento ad Auschwitz.

Della cultura nel ghetto faceva parte una ricca vita musicale, con orchestre, ensemble di musica da camera e perfino opere. Quella che ebbe maggiore successo, con almeno 55 rappresentazioni, fu l’opera per bambini « Brundibàr », di Hans Krasa. Il compositore cèco l’aveva scritta nel 1938. La prima rappresentazione aveva avuto luogo nel dicembre 1942/43, sotto occupazione tedesca, nell’asilo ebraico di Praga. Krasa, « mezzo ebreo », secondo i criteri nazisti, era stato tradotto nell’agosto 1942 nel ghetto di Theresienstadt.

Il 23 settembre 1943 vi aveva elaborato una nuova versione, che teneva conto, per la strumentazione, dei musicisti disponibili. L’opera era stata mostrata, il 23 giugno 1944, a una delegazione della Croce Rossa Internazionale per simulare una vita felice per i bambini nel ghetto. Il finto documentario mostra un estratto dell’opera e perfino il 5 marzo 1945, quando i primi campi erano stati liberati e la portata dei crimini nazisti non poteva più essere ignorata, Adolf Eichmann volle organizzare una rappresentazione per una nuova visita della Croce Rossa a Theresienstadt. Ma nel frattempo non solo Krasa era stato deportato ad Auschwitz per esservi assassinato subito dopo il suo arrivo, il 17 ottobre 1944. Anche la maggior parte dei bambini che interpretavano i ruoli più importanti erano morti.

Giustiniano

23 settembre 2018

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