L’agenzia di stampa vietnamita VNA rende noto che, il 1° ottobre, all’Ospedale militare di Hanoi, è morto all’età di 101 anni Do Muoi, ex segretario generale del Partito comunista del Vietnam e presidente del Consiglio dei ministri. In un necrologio pubblicato dal quotidiano del partito Nhan Dan e da altri media, Do Muoi, uno dei più anziani ex capi di Stato e di governo ancora in vita, è celebrato « come un comunista straordinario, esemplare ». VNA scrive che, nel corso della sua carriera di rivoluzionario , “ha svolto onorevolmente, da comunista,  tutti i compiti che gli sono stati affidati dal partito, dal popolo vitnamita e dal suo paese”.

La vita del più vecchio rivoluzionario del Vietnam non è separabile dalla lotta nazionale di liberazione. Nato nel 1917, anno della Rivoluzione d’ottobre, figlio di un contadino nel Vietnam sotto il giogo coloniale, partecipa alla lotta di liberazione dall’età di 19 anni e diventa, nel 1939, membro del “Dang Cong San Dong Duong”. E’ il nome dell’epoca del Partito comunista d’Indocina, i cui membri sono in maggioranza vietnamiti, che lotta per l’indipendenza di tutti i popoli d’Indocina dal giogo coloniale francese.

Nel 1941, Ho Chi Minh fonda la Lega per l’Indipendenza del Vietnam, Viet Nam Doc Lap Dong Minh Hoi. Nello stesso anno Do Muoi è catturato dagli sbirri della potenza coloniale francese e condannato a dieci anni di carcere. Riesce a fuggire nel 1945 dal carcere di Hoa-Lo. Durante la Rivoluzione d’agosto dello stesso anno dirige la battaglia per la conquista di Duc Hoa Dong, presso Saigon, oggi Città Ho Chi Minh. Dopo la vittoria della Rivoluzione e la fondazione della Repubblica Democratica del Vietnam nel 1945, la Francia ristabilisce il suo regime coloniale nel sud nel corso del 1946/47. Fino al 1954 e la vittoria di Dien Bien Phu, Do Muoi svolge funzioni di direzione politica e militare come membro dell’assemblea nazionale della Repubblica Democratica Vietnamita in varie province e zone militari.

Eletto nel 1988 presidente del Consiglio dei ministri, segue il processo, avviato due anni prima, verso un’economia socialista di mercato, che consente ed integra un settore capitalista. Tre anni dopo Do Muoi viene eletto segretario generale del Partito comunista vietnamita. E’ l’epoca in cui, dopo la vittoria della controrivoluzione in Europa orientale, sono interrotti i rapporti con i paesi ex socialisti e il Comecon. Il nuovo segretario generale adegua il paese alle nuove condizioni e difende la via socialista contro i tentativi di forze opportuniste di portare il Partito comunista vietnamita – come i « partiti comunisti e del lavoro » dell’Europa orientale – sul sentiero della socialdemocrazia e di una restaurazione capitalista. Costruisce il nuovo sistema economico e guida  la necessaria collaborazione con gli Stati industriali capitalisti e le organizzazioni economiche internazionali come il Fondo monetario internazionale.

Avendo grantito il ruolo dirigente del partito e il potere del popolo, Do Muoi viene bollato dai giornali borghesi come la Neue Zürche Zeitung o il Financial Times come conservatore. Nel necrologio, invece, è scritto che « la patria e il popolo vietnamita ricorderanno Do Muoi come comunista esemplare e rivoluzionario devoto, legato al popolo ».

Giustiniano

7 ottobre 2018

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