In Brasile, Jair Bolsonaro è arrivato in testa al primo turno delle elezioni presidenziali ed è favorito per il secondo turno. Domenica, dopo il conteggio di quasi tutti i voti, l’ex militare aveva conseguito il 46,1%. Fernando Haddad, arrivato secondo, aveva raggiunto il 29,2%. Il 28 ottobre, Bolsonaro e Haddad disputeranno il 2° turno.

Bolsonaro dà alle urne elettroniche la colpa della sua mancata vittoria al primo turno. « Il paese è sull’orlo del caos, non possiamo più lasciare spazio alla sinistra », ha dichiarato il fascista in un videomessaggio dopo che sono stati resi noti i risultati. All’inizio di settembre aveva subito una coltellata e da allora non era più apparso in pubblico. Haddad ha annunciato che unirà tutti i democratici del paese per rendere possibile « giustizia sociale e un Brasile per tutti ». « La nostra unica arma saranno i nostri argomenti » ha dichiarato Haddad alludendo all’intenzione di Bolsonaro di consentire l’accesso alle armi a tutti i brasiliani.

Il candidato di centro-sinistra Ciro Gomes è arrivato terzo, con il 12,5% dei voti. Nessun candidato dei partiti che sostenevano il presidente uscente, Michel Temer, ha superato la soglia del 5%. Temer, insediato nel 2016 alla presidenza dopo la rimozione di Dilma Rousseff del Partito dei Lavoratori (PT), senza nessun seguito fra la popolazione, non si è presentato.

Erano chiamati al voto 147 elettori. I candidati erano complessivamente 13. Anche per il parziale rinnovo di Camera e Senato (due terzi dei seggi), la destra prevale. Parecchi candidati del Partito social-liberale (PSL) di Bolsonaro, fra i quali suo figlio Eduardo,  hanno avuto risultati record. La sinistra ha vinto solo nel povero Nordest, dove i candidati del PT o di partiti alleati alla carica di governatore hanno vinto al primo turno.

Il risultato spacca il Brasile in due parti politiche contrapposte. Bolsonaro rappresenta l’estrema destra, oltre che una politica economica liberista. Ha lodato a più riprese la dittatura militare (1964-1985) e l’uso della tortura. L’uomo, 63 anni, è molto contestato anche per le sue dichiarazioni razziste e misogene. Recentemente, centinaia di migliaia di donne hanno partecipato a manifestazioni di protesta contro di lui. Haddad intende continuare la politica sociale del PT, che in 14 anni di governo (dal 2003 al 2016) ha tolto dalla povertà milioni di brasiliani. L’ex sindaco di Sao Paulo, 53 anni, si presenta al posto dell’ex presidente Luis Inacio Lula da Silva, che non ha potuto candidarsi perché condannato a 12 anni di carcere per corruzione.

Giustiniano

8 ottobre 2018

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