Dieci anni fa i mercati finanziari crollano in seguito alla crisi. E’ significativo che adesso il Fondo Monetario Internazionale (FMI) non metta solo in guardia da nuovi rischi, come le bolle immobiliari nelle città e le guerre commerciali, ma che, contemporaneamente, attiri l’attenzione sull’aumento del divario fra ricchi e poveri.

Il FMI non si limita a dire che le crescenti diseguaglianze  sono una conseguenza della strategia dominante per risolvere le crisi, che ne scarica i costi sulla povera gente…  Aggiunge che l’aumento dei debiti comporta un rischio di nuova crisi dei mercati finanziari. Eppure i debiti non sono solo obblighi per i debitori, ma anche averi per i creditori. Come i poveri esistono perché la ricchezza è ripartita in modo ineguale, cosi’ i debitori ci sono perché ci sono i creditori.

Un taglio dei debiti, come era stato richiesto, ad esempio, nel quadro dell’eurocrisi per la Grecia, sarebbe forse una possibilità per rendere il mondo più stabile. Ma nessuno pensa ad una simile  redistribuzione radicale, perché metterebbe in discussione i principi del capitalismo più della prossima crisi finanziaria.

Giustiniano

11 ottobre 2018

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