Crisi del debito ? Quale ? Le banche italiane crollano ? Il governo italiano non è in grado di pagare i suoi debiti ? Ha bisogno di denaro fresco come il governo greco fra il 2010 e il 2012 o, addirittura, come quello  argentino adesso? Niente affatto. Si tratta solo di un conflitto fra l’Italia e il resto dell’UE a proposito del bilancio 2019. Il governo prevede per l’anno prossimo un deficit del 2,4% del PIL. Inferiore al 3%, soglia non superabile in base agli (assurdi) trattati. Eppure  la Commissione, in base al fiscal compact, in vigore dal 2013 su sollecitazione della Germania,  ha perfino il diritto di interferire nella politica dei paesi che superano il limite del 3% e quello di un debito pubblico pari al 60% del PIL. Quasi tutti i paesi dell’UE superano questo secondo limite, anche la Germania, il cui debito è pari al 65% del suo PIL, e la Francia, il cui debito supererà il 100% del PIL nel 2018. L’Italia, tuttavia, lo supera di oltre il 130%. Ecco la situazione (assurda).

L’interferenza dell’UE nella politica fiscale degli Stati aderenti è politica. Ha una triste tradizione in paesi come l’Irlanda, la Spagna, il Portogallo, Cipro e Grecia, che hanno potuto « godere » dei crediti degli Stati aderenti all’eurozona. Se e quando interferire viene deciso politicamente. Perfino gli osservatori più benevoli con il governo dell’UE parlano di una certa arbitrarietà. Li aveva stupiti, ad esempio, la benevolernza del Commissario all’economia, Pierre Moscovici, quando, tre anni fa, trovo’ poco o nulla da ridire sul mancato rispetto delle regole UE e perfino del limite del 3% da parte di Portogallo e Spagna, non prendendo nessuna misura nei loro confronti.

Certo, quei governi hanno effettuato diligentemente le « riforme » richieste e per questo sono stati lodati da Moscovici. Il governo italiano attuale progetta, invece, di ritirare un taglio delle pensioni. O almeno sembra. Gridare alla « crisi del debito » da parte di Moscovici, Oettinger, Juncker e, naturalmente, del governo tedesco, di quello francese e di altri governi UE, tutti certi che « i mercati si vendicheranno » è una conseguenza quasi logica. Infatti, dove la fuga di capitali non è ancora in atto si puo’ sempre scatenarla. E la stampa arciliberista dà una mano.

La Banca Centrale Europea (BCE) ha ammesso nel suo ultimo rapporto mensile che la politica di austerità imposta da Bruxelles, Berlino e Francoforte ai Paesi dell’Europa meridionale è stata applicata partendo da stime errate. Non è una sorpresa. Per le persone colpite è una catastrofe. Ma quel che è peggio è che, nel caso attuale dell’Italia e come si usa presso i sovrani assoluti, il governo dell’UE non rende pubblici questi errori di valutazione.

Ottimi argomenti per Salvini, Di Majo e il loro sgangherato governo.

Giustiniano

20 ottobre 2018

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