Come gli esiliati dalle città della Magna Grecia, di cui Riace fa parte, Domenico Lucano non puo’ tornare a casa. I rifugiati a Riace, venuti dal Kurdistan, dall’Africa, dalla Siria, abbandonano il paese che li ha accolti, scacciati dal ministro degli Interni. Quelli che restano sono esclusi dallo SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Per Domenico Lucano « il ministro Salvini non ha mai amato il modello d’integrazione che abbiamo realizzato. Ormai interviene direttamente per mettervi fine ».

La magistratura gli rimprovera  di aver organizzato dei matrimoni combinati per evitare che persone private del diritto d’asilo venissero espulse o di aver affidato a cooperative di migranti la gestione della raccolta differenziata dei rifiuti senza gara d’appalto. Difficile credere che, con tutti i problemi che ci sono in Calabria, e in particolare quello dell’ingerenza della ‘ndrangheta sulla gestione dei rifiuti, il problema principale sia la raccolta differenziata, realizzata a Riace con l’aiuto di un asino… “Non ho mai cercato giustificazioni” dice Domenico “sarebbe facile dire che sono vittima di un’operazione politica, dando l’impressione di una persona che vuole sottrarsi alla giustizia e alle sue eventuali responsabilità. Nella vita tutti possono sbagliarsi. Non ho motivi per pensare che i giudici non saranno indipendenti”.

A Riace, le otto botteghe artigianali che davano lavoro a rifugiati e riacesi hanno chiuso. Compresa quella che fabbricava aquiloni, creata da una rifugiata pakistana. Le case abbandonate erano state restaurate e rioccupate. La gente era contenta. Solo una minoranza non era d’accordo. Alle ultime elezioni, una sessantina aveva votato per la Lega. A Riace resta Bairam Akar, uno dei curdi arrivati nel 1998, che ha fondato con Mimmo Lucano l’associazione « Città futura », quelli che non hanno i mezzi per ripartire e quelli che non vogliono farlo. Duecento su seicento. Per ora. La scuola ha chiuso, perché non ci sono più abbastanza bambini.

Eppure, dal 2009 giace negli archivi della Regione Calabria una legge regionale su “Accoglienza dei richiedenti asilo, dei rifugiati e sviluppo sociale, economico e culturale delle Comunità locali”. Con la legge n. 18, approvata il 12 giugno del 2009 dalla giunta all’epoca guidata da Agazio Loiero, la Calabria prendeva posizione contro l’espulsione incondizionata degli extracomunitari paventata dall’allora governo Berlusconi. La Calabria è stata la prima Regione italiana a dotarsi di una legge di promozione dell’accoglienza e dell’inserimento dei rifugiati sul territorio coniugandola allo sviluppo socio-economico delle comunità locali. Una legge che vorrebbe sostenere «la gestione di interventi di accoglienza  e di orientamento legale e sociale degli stranieri accolti nelle comunità locali; l’avvio di programmi di supporto all’inserimento lavorativo, anche tramite la creazione di nuove attività economiche imprenditoriali che coinvolgano direttamente sia i beneficiari dei programmi di accoglienza che la popolazione autoctona; la realizzazione di programmi e produzioni culturali; la riqualificazione e adeguamento delle strutture abitative destinate all’ospitalità».

« Salvini vuole strumentalizzare politicamente l’immigrazione facendo credere che sia una tragedia sociale ed è per questo che Riace, dove la coesistenza funziona, gli dà fastidio » e « ricevo molte testimonianze di solidarietà e sostegni dappertutto. Potremo mantenere il sistema d’accoglienza di Riace senza i soldi del ministero » ribadisce Lucano, un uomo determinato a resistere. Ha iniziato la sua battaglia per un mondo migliore una quarantina di anni fa, con altri utopisti della normalità, che continuano, insieme a moltissime nuove reclute, in Italia e in Europa, a lottare insieme a lui.

Giustiniano

2 novembre 2018

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