Tre anni dopo l’elezione di Nicolas Sarkozy alla presidenza della repubblica francese, l’ex presidente Jacques Chirac, 78 anni ben portati nel prossimo novembre, due volte Primo ministro, sindaco di Parigi dal 1977 al 1995 e successivamente titolare dell’Eliseo per ben dodici anni, dal 1995 al 2007, dovrebbe finalmente rendere dei conti alla giustizia.Chirac, che ha potuto evitare di essere processato grazie alla non perseguibilità delle più alte cariche dello Stato, prima fra tutte quella di presidente della repubblica, finché  dura il loro mandato, era stato posto in stato d’accusa il 18 dicembre scorso dal giudice di Nanterre Gazeaux per i falsi impieghi all’RPR (il suo partito, quello gaullista, diventato in seguito UMP) i cui veri stipendi venivano pagati dal Comune di Parigi, di cui Jacques é stato sindaco per ben 18 anni.Gli impieghi, presunti falsi, che il giudice contesta a Chirac sono sette, di altrettanti dipendenti del partito gaullista, di cui l’ex presidente della Repubblica era il principale dirigente e gli stipendi corrispondenti venivano attinti dai fondi pubblici destinati alla Capitale, mentre la relativa inchiesta -  sul finanziamento illegale dell’RPR – risale al 2002 ed era costata una condanna all’ex Primo ministro Alain Juppé, dato che Chirac era coperto dall’immunità.Le Canard Enchaîné di mercoledi’ rende noto che l’ex presidente, nell’imminenza del processo, desidera « che si ponga fine alla causa civile » e che « la città di Parigi sia puramente e semplicemente rimborsata delle somme in questione, che ha espresso l’intenzione di recuperare per via giudiziaria » , secondo quanto dichiarato da uno dei suoi avvocati, Jean Veil, che ha aggiunto che « il presidente Jacques Chirac ha sempre contestato di aver commesso una qualche infrazione penale e sostiene che gli impieghi contestati erano utili alla città di Parigi ed ai parigini ».Sempre secondo quanto affermato dallo stesso avvocato , Chirac « si preoccupa di eliminare una fonte di polemica pregiudizievole per Parigi ed i suoi abitanti, quali che siano le loro opinioni politiche » e che « spetterà al Consiglio comunale approvare questo indennizzo », aggiungendo che «quando sarà il momento, il presidente si spiegherà davanti al tribunale sull’assenza di infrazione penale ».Le Canard Enchaîné sostiene che un protocollo d’accordo che impegna l’UMP a versare tre quarti della fattura relativa ai presunti falsi impieghi oggetto del rinvio a giudizio di Jacques Chirac é stato preparato quest’estate dagli avvocati del comune di Parigi, dell’ex capo dello Stato e del partito di maggioranza. Il comune di Parigi ha confermato le somme riportate dal settimanale, 2,2 milioni di euro da recuperare, dei quali l’UMP verserebbe 1,65 milioni e Chirac 550.000 euro.Il sindaco di Parigi, Bertrand Delanoë (PS) ha precisato che la somma « non é il risultato di una trattativa, dato che non era trattabile », ma « corrisponde all’integralità dei salari, interessi e spese legali compresi nella procedura giudiziaria » e che il protocollo d’accordo sarà sottoposto all’approvazione del Consiglio comunale fra fine settembre e metà ottobre.Se il protocollo sarà approvato, il Comune di Parigi non si costituirebbe più parte civile, il che permetterebbe a Chirac, come osserva Le Canard Enchaîné, di « ritrovarsi senza avversari né accuse davanti al tribunale, dato che la Procura ha già fatto sapere che chiederà l’assoluzione ».Sempre secondo Le Canard Enchaîné, sarebbe Nicolas Sarkozy in persona ad aver proposto a Jacques Chirac l’aiuto del partito presidenziale per rimborsare il comune di Parigi, dimenticando di informare della sua generosa iniziativa i dirigenti del partito.Ma i Verdi, che fanno parte della maggioranza che governa la capitale, hanno definito il procedimento di indennizzo un « errore politico » ed un « rifiuto di giustizia », stimando che « il rimborso da parte dell’UMP sarebbe di fatto un rimborso con i soldi dei contribuenti, dato che l’essenziale del bilancio di quel partito proviene dal finanziamento pubblico, dunque dalle imposte ».Il Front national non poteva lasciarsi sfuggire una tale occasione ed infatti, secondo  quanto dichiarato da uno dei suoi dirigenti, Wallerand de Saint-Just, « i partiti politici sono largamente sovvenzionati dai contribuenti e non esiste nessuna ragione (…) perché l’UMP paghi al posto di Chirac ».Fatte le debite proporzioni, le analogie fra la situazione di là e di qua dalle Alpi saltano agli occhi…Giustiniano Rossi

Print Friendly