Nel corso del suo viaggio di una settimana nei luoghi della Prima guerra mondiale, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha scoperto che il maresciallo Philippe Pétain, noto per la sua collaborazione, fra il 1940 e il 1944, con il regime nazista, è stato « un grande soldato ». Mercoledi’ ha dichiarato ai microfoni dei giornalisti che lo accompagnano che Pétain si è guadagnato quest’omaggio durante la « grande guerra », la carneficina fra il 1914 e il 1918, anche se, 25 anni dopo, ha collaborato, come presidente, con gli occupanti tedeschi e consegnato agli sgherri di Hitler gli ebrei francesi. Il credo di Macron : « si puo’ essere stati un grande soldato nella Prima guerra mondiale e aver fatto una scelta nefasta nella Seconda. »

Le proteste contro la strampalata lezione di storia, impartita da Macron 100 anni dopo le stragi nelle trincee costate la vita a 1,2 milioni di francesi, sono fioccate il giorno stesso, tanto da costringere il presidente a cancellare Pétain dall’elenco degli eroici condottieri da onorare sabato agli Invalides. Il portavoce del PCF, André Chassaigne, ha parlato di un « errore grave » commesso da Macron riguardo al ruolo di Pétain come maresciallo e presidente : « nella storia francese non è più maresciallo di Francia. Non si possono cancellare intere pagine dai libri di storia ». Anche Boris Vaillaud ha ricordato che Pétain è stato dichiarato « ignominia della nazione » e condannato a morte. Per il deputato socialista è chiaro che non si puo’ « onorare un nemico della repubblica o chiamarlo maresciallo ». Il portavoce della « France Insoumise », Alexis Corbière, lui stesso professore di storia, ha dichiarato che Macron aveva l’intenzione di onorare un « becchino » della repubblica.

Forse non è inutile ricordare che i presidenti della V Repubblica francese, dal suo fondatore De Gaulle a Giscard d’Estaing ed allo stesso Mitterrand, non hanno mai osato mettere in discussione Pétain. Mitterrand non mancava di deporre, ogni anno,  un cuscino di fiori sulla sua tomba. Agli Invalides, sabato Macron dovrà limitarsi a deporre una corona sulle tombe di pietra dei sei marescialli e comandanti del grande macello escludendo Pétain, ammirato come un eroe dalla destra e da tanta sedicente sinistra.

Il capo dello Stato sa di avere dietro di lui gran parte del suo partito « La Repubblica in Marcia », che detiene la maggioranza assoluta all’Assemblea nazionale. Giovedi’, il governo dell’ultraconservatore Edouard Philippe ha tentato di coprire il presidente : il capo avrebbe un’idea molto « complessa » di una « storia del paese altrettanto complessa ». Sarebbe « difficile affrontare la storia di Francia. Si pensa nello stesso tempo ai vincitori e ai fucilati, ma anche ai valorosi che alla fine non si sono mostrati all’altezza degli avvenimenti » ha dichiarato Philippe, un uomo che, evidentemente, non teme il ridicolo…

Domenica, per il centesimo anniversario della fine della guerra,  saranno ospiti di Macron il presidente russo Wladimir Putin, quello americano Donald Trump e la maggior parte dei capi di Stato e di governo europei.

Giustiniano

9 novembre 2018

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