Positiva iniziativa De Magistris. Lavoriamo per costruire #alternativa popolare

Domani, sabato 1 dicembre parteciperemo all’assemblea proposta e organizzata da Luigi de Magistris al Teatro Italia a Roma. Giudichiamo positivamente l’appello lanciato dal sindaco di Napoli con cui abbiamo costruito fin dall’inizio un’esperienza di governo locale in alternativa al Pd e alla destra e poi anche al M5S. Da tempo lo sollecitiamo a un impegno diretto sul piano nazionale nella costruzione di uno schieramento popolare che unifichi chi in questi anni ha resistito. Pensiamo che debba essere un imperativo categorico quello di costruire un’alternativa al governo gialloverde e a chi come il Pd ha svenduto diritti sociali e beni comuni. Apprezziamo l’appello per la radicalità e la consapevolezza della necessità di una rottura rispetto alle politiche dominanti da due decenni, il richiamo alla #Costituzione e i contenuti delle lotte che abbiamo condiviso da anni, mentre quella che chiamano sinistra faceva cose di destra.

Come dimostrano le tante mobilitazioni c’è un’Italia che non si riconosce in questo governo e nei suoi decreti razzisti ma che non condivide neanche le politiche di privatizzazione e precarizzazione condotte da chi ora è all’opposizione in parlamento. O l’ipocrisia di chi ora finge di preoccuparsi per i diritti umani ma ha condannato migliaia di rifugiati alla prigionia nel deserto libico.

Siamo convinti che vi siano le condizioni per la convergenza su un programma antiliberista di rottura con i trattati europei. E su un progetto di alternativa per l’Italia e l’Europa.

Maurizio Acerbo

 

L’impressione è che, in questa come in precedenti occasioni,  il partito, nato – non dimentichiamolo – per essere rifondato su basi nuove, segua vecchi schemi. Lasciando fuori l’unico elemento nuovo attualmente visibile (Potere al Popolo) e tirando dentro « Sinistra italiana ». Stupisce il ricorso ostinato ad ex magistrati come leader di improbabili Terzi Fronti. Ogni volta che è chiamata ad unirsi, mentre la destra si compatta,  quel che resta della sinistra si divide ulteriormente. Non si riesce proprio a capire come e con chi, procedendo di questo passo, sia possibile realizzare la « convergenza su un programma antiliberista di rottura con i trattati europei ». O, addirittura, « un progetto di alternativa per l’Italia e l’Europa ».  Secondo molti, me compreso, sarebbe molto meglio  ritirare la lettera inviata a Potere al Popolo e finirla una buona volta con decisioni, gravide di conseguenze,  prese al vertice.

Giustiniano

3 dicembre 2018

Print Friendly