L’Hotel Silber ha rischiato di sparire. Il progetto di nuovo quartiere per i più ricchi e i più belli, nel cuore del centro storico di Stoccarda, che  i Grandi magazzini Breuninger presentano nel 2007, prevede la demolizione dell’edificio che è stato sede della Gestapo della regione del Baden -Württemberg. Oggi, dopo essere stato salvato e trasformato in luogo della conoscenza e della memoria, ha l’aria di un corpo estraneo in mezzo agli show room di Tesla, alle botteghe di lusso ed ai ristoranti di prestigio.

Lo storico edificio non è stato cancellato dalle ruspe grazie all’iniziativa di un gruppo di cittadini di Stoccarda che, costituito in associazione, organizzano manifestazioni, scrivono lettere al sindaco di allora, democristiano, al direttore di Breuninger ed a molti altri funzionari. All’inizio, i risultati non sono incoraggianti. Mentre l’opposizione – sinistra, verdi, liste civiche – è contraria,  sindaco intende autorizzare la demolizione, limitandosi a concedere una targa commemorativa su una nuova costruzione.

Ma i cittadini non mollano. E, dopo l’elezione del primo presidente verde della regione, nel 2011, il ministro dell’Economia del Land Baden – Württemberg decide la salvaguardia dell’edificio, che non era stato completamente distrutto dai bombardamenti aerei alleati nel 1944. Il progetto di Breuninger viene modificato. Il governo regionale e il Comune finanziano il restauro e la ristrutturazione dell’edificio con 4,5 milioni di euro. L’associazione dei cittadini è rappresentata nel Consiglio di amministrazione.

Da martedi’ l’edificio è un luogo della memoria, con una mostra permanente aperta a tutti. L’accoglienza da parte dell’opinione puccbica è positiva. L’Hotel Silber deve il suo nome al suo antico proprietario, Heinrich Silber, che aveva comprato, nel 1928, l’albergo « Zum Bayerischen Hof », cambiandogli nome. Nel 1928 era diventato sede della Polizia politica e, dal 1936, sede della Gestapo.

La mostra permanente non riguarda solo l’epoca nazista ma tenta di mostrare, grazie a molti documenti originali, quanto facilmente Stoccarda sia precipitata nella dittatura e quali sono stati gli elementi di continuità dopo il 1945, quando l’edificio è diventato sede della Questura. Alcuni pezzi esposti fanno immaginare cosa accadeva delle cantine usate per gli interrogatori. Fra questi la massiccia porta di una cella, sulla quale i prigionieri hanno inciso i loro pensieri, o il diario di un prigioniero comunista.

Giustiniano

6.12.2018

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