Il movimento dei gilet gialli comincia a dare i suoi frutti. Il governo, in affanno, moltiplica i proclami, spesso contraddittori. Martedi’ Edouard Philippe annuncia una moratoria di sei mesi per la tassa sui carburanti e mercoledi’ Emmanuel Macron dichiara che sarà ritirata. Tre settimane fa, il gesto avrebbe potuto essere efficace. Ma ormai ci vorrebbe ben altro : l’aumento dello SMIC da 1185 a 1300 euro e un aumento delle pensioni minime a 1200 euro ? Forse.

I fondi necessari potrebbero venire dal ristabilimento della ISF, la vecchia « tassa dei ricchi » abolita da Macron. Un’idea a proposito della quale le dichiarazioni da parte governativa divergono. Mentre alcuni ministri promettono di prenderla in considerazione, il presidente esclude categoricamente la sua reintroduzione.

Macron invita i sindacati dei lavoratori e quelli padronali a tranquillizzare i terribili gilet gialli. E’ un segno dell’impotenza di un governo ormai allo sbando. I maggiori sindacati si sono riuniti con l’intenzione di diffondere una dichiarazione comune. Le azioni di protesta si moltiplicano e, pur senza convergere con un movimento che continua a sottolineare la sua autonomia da partiti e sindacati tradizionali, tentano di approfittare della debolezza del governo per avanzare le loro rivendicazioni.

Gli agricoltori chiedono prezzi remunerativi per i loro prodotti, gli studenti il ritiro degli aumenti delle tasse universitarie e delle nuove norme che rendono più difficile l’accesso agli studi superiori, gli autotrasportatori aderenti alla CGT e FO entrano in sciopero da lunedi’ prossimo per la detassazione delle ore straordinarie, la CGT proclama uno sciopero nazionale per un aumento dei salari.

La destra « moderata », che strombazzava il suo sostegno ai gilet gialli ancora qualche giorno fa, trova adesso che le loro rivendicazioni vanno troppo lontano, invita a « rinunciare alla violenza » ma  chiede lo stato d’emergenza per sabato prossimo. La destra fascista tenta di approfittare della situazione per attaccare la politica del governo nei confronti degli stranieri.

I fermati di sabato scorso subiscono severe condanne. Il ministro dell’Interno mobilita 5000 uomini, con autoblinde e quant’altro ritenuto sufficiente a difendere il Palazzo e le sue adiacenze, compreso “il viale più bello del mondo” con i suoi negozi strapieni di merci per milioni di euro e i suoi ristoranti di lusso, mete preferite di turisti danarosi che cominciano a scarseggiare.

I deputati del partito socialista, quelli del  partito comunista e quelli del movimento della « France insoumise » intendono presentare una mozione di sfiducia all’inizio della settimana prossima. Un’iniziativa senza conseguenze concrete, data la legge elettorale francese e i rapporti di forza in parlamento, che ha tuttavia un valore simbolico da non sottovalutare. Ieri Jean-Luc Mélenchon ha pronunciato un discorso appassionato in parlamento, paragonando i gilet gialli ai berretti frigi della Rivoluzione francese.

Una cosa è certa : quello acceso dai gilet gialli non è un fuoco di paglia…

Giustiniano

6.12.2018

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