Partiti razzisti e di estrema destra con responsabilità di governo, partiti antidemocratici e nazionalisti col vento in poppa, gruppi violenti, apertamente fascisti, nelle piazze. Questo è il contesto nel quale l’ANPI ha organizzato a Roma, il 14 e 15 dicembre, la conferenza internazionale « Essere antifascisti nell’Europa di oggi ». C’erano i rappresentanti di organizzazioni antifasciste provenienti dalla Spagna, dal Portogallo, dalla Grecia, dal Belgio, dalla Germania, dalla Gran Bretagna, dall’Austria, dalla Croazia, dalla Slovenia, dalla Polonia e dalla Russia. La Francia ed altri paesi hanno inviato indirizzi di saluto. Dal 2004, alla Federazione Internazionale dei Resistenti (FIR) possono aderire anche antifascisti giovani.

Gli interventi non si sono limitati a prendere atto della situazione ma hanno discusso le risposte politiche delle forze antifasciste alla svolta a destra in atto e le condizioni per metterle in pratica nei singoli Paesi europei. Italiani, belgi, polacchi e ungheresi hanno parlato dei problemi che l’influenza di partiti razzisti, antidemocratici e nazionalisti sui governi provoca presso i settori più deboli della società e i profughi. Austriaci, sloveni, croati e serbi hanno sottolineato i rischi della riabilitazione dei fascisti ustascia come « combattenti per una Croazia indipendente », proponendo di rispondere all’incontro annuale fra i revisionisti storici a Bleiburg, in Carnia, con un’azione internazionale.

Le posizioni antifasciste emerse dal dibattito sono varie. Alcuni hanno chiesto ai loro governi di vietare partiti e gruppi di estrema destra, altri – ad esempio i rappresentanti di un gruppo di sindacalisti di Londra – hanno riferito di esperienze di resistenza civile, blocchi ed altre azioni. Alla domanda « contro chi e contro cosa deve svilupparsi concretamente l’attività antifascista », le risposte sono diverse. Per alcuni basta un’azione conseguente contro il capitalismo, radice del pericolo fascista, e contro l’UE, ovvero la NATO. Ma la maggioranza ha sostenuto azioni più larghe possibile contro fascismo e razzismo, che coinvolgono forze politiche molto diverse.

La proposta della FIR di organizzare una campagna con lo slogan « Per un’Europa senza razzismo e fascismo » in occasione delle elezioni erupee 2019, facendo rete con altre iniziative antirazziste come « Stand up to Racism » in Gran Bretagna e « United », è stata accolta positivamente. Marina Silva, una degli avversari di Bolsonaro alle elezioni presidenziali in Brasile, ha parlato della persecuzione degli esponenti politici di sinistra, della soppressione delle libertà democratiche, specialmente dei diritti delle donne, e dell’aumento dell’aggressività nei confronti del Venezuela.

Carla Nespolo, presidente dell’Anpi, ha richiamato la responsabilità degli antifascisti nella difesa della libertà e la solidarietà con i profughi, sottolineando la necessità dell’unità delle forze antifasciste e antirazziste in Europa e nel mondo. Alla fine i presenti hanno intonato Bella Ciao, ognuno nella propria lingua, suggellando  simbolicamente questa unità.

Giustiniano

19.12.2018

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