Qualche giorno prima dell’insediamento del presidente venzuelano Nicolas Maduro, per un mandato che durerà fino al 2025, un gruppo di governi latino-americani, gli USA e l’opposizione di destra nel parlamento di Caracas hanno lanciato un appello, appena larvato,  ad un colpo di Stato. Il neo-presidente dell’Assemblea nazionale ha proposto la creazione di « un governo di transizione e l’organizzazione di nuove elezioni », invitando i militari a partecipare al « ristabilimento della democrazia ».

Nello scorso mese di maggio, Maduro aveva vinto le elezioni presidenziali anticipate con il 67,8% dei voti espressi. Ma, dato che la Costituzione venezuelana prescrive che il vincitore entri in funzione il 10 gennaio, Maduro governa finora in base ai risultati delle elezioni del 2013. La vittoria elettorale di Maduro non è stata accettata dall’UE, dagli USA, dai governi di destra latino-americani e da gran parte dell’opposizione venezuelana. Il « Gruppo di Lima », del quale fanno parte Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Hinduras e Canada sostiene in una dichiarazione comune che l’elezione è illegittima « perché mancavano la partecipazione di tutti i soggetti politici del Venezuela, quella di osservatori internazionali indipendenti e le necessarie garanzie e standard internazionali di trasparenza e giustizia ». Il Messico ha rifiutato di firmare la dichiarazione : « Non interferiamo negli affari interni di altri paesi perché non vogliamo che altri governi interferiscano in cose che riguardano solo i messicani », ha dichiarato il presidente Andrés Manuel Lopez Obrador.

La maggior parte dei partiti di opposizione ha boicottato le elezioni del 2018 e per questo il tasso di partecipazione non ha superato il 46%. La consultazione è stata osservata da parecchie centinaia di rappresentanti dell’Unione Africana e da parlamentari. L’Unione Europea aveva respinto l’invito di Caracas. Le regole erano uguali a quelle applicate per le elezioni politiche del 2015, vinte dall’opposizione e mai contestate dagli USA o dall’UE.

Il governo venezuelano ha respinto le interferenze provenienti dall’estero. In un comunicato ufficiale si dichiara sbalordito per la delirante dichiarazione e si riserva di reagire. Dalla Russia arriva la richiesta al Consiglio di Sicurezza dell’ONU di « affrontare il tema delle attività illegali degli USA » contro il Venezuela. In una lettera a Maduro, il presidente russo Putin si è espresso per un « ulteriore consolidamento dell’alleanza strategica fra i due paesi. In molte parti del mondo si svolgeranno questa settimana comizi e manifestazioni di sostegno al Venezuela. Anche la “Rete europea di solidarietà con la rivoluzione bolivariana”, alla quale aderiscono oltre 80 organizzazioni, ha invitato a protestare.

Giustiniano

8 gennaio 2019

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