In Francia dilaga un rigurgito autoritario. Il governo annuncia un progetto di legge destinato ad opporre, secondo il ministro degli Interni, l’ultra-fermezza all’ultra-violenza. Un crescendo sicuritario per cercare di riprendere politicamente la mano giocando la carta dell’ordine, insieme a quella della paura, mentre l’opinione pubblica continua a sostenere il movimento dei gilet gialli.

Un video circolato sui social che mostra un manifestante aggredire a mani  nude un poliziotto con scudo ed elmetto sabato scorso a Parigi scandalizza i benpensanti. L’uomo, Christophe Dettinger, 37 anni, ex campione francese di pugilato, categoria medio-massimi, padre di tre figli e incensurato, si costituisce lunedi’, dopo aver diffuso un breve video su Facebook, dove dichiara di essere membro del movimento dei gilets gialli, che incoraggia a continuare la lotta, e ammette di aver sbagliato.

Sarà un caso, ma un altro video, che mostra il capo della polizia di Tolone massacrare di botte alcuni manifestanti inermi, spalleggiato da un nugolo di poliziotti, viene presto dimenticato. Il magistrato locale  non apre neppure un’inchiesta. Sarà l’organo ispettivo della stessa polizia ad occuparsene, viene reso noto.

Mercoledi’ 9 gennaio Dettinger viene presentato al tribunale, dove ammette di aver avere avuto torto e dichiara di aver reagito violentemente ai gas lacrimogeni e alla vista di una donna scaraventata a terra dai poliziotti. La donna, presente in aula, conferma. Il tribunale rifiuta di rimetterlo in libertà in attesa del processo, il 13 febbraio, ma decide di mantenerlo in stato di detenzione.

Ognuno puo’ pensare quello che vuole. Tuttavia, il messaggio video dell’ex pugile aiuta a capire perché migliaia di francesi lo ammirano e una colletta per sostenere le spese processuali ha fruttato 120.000 euro in 20 ore. Nel video l’uomo parla anche della repressione che ha sperimentato in quella giornata, dell’impiego massiccio di gas lacrimogeni e di pallottole di gomma. Ed è vero. La Francia viene governata mediante l’impiego di una polizia sempre più violenta.

Fermati e arrestati sono migliaia. Molti, sbrigativamente condannati. I feriti sono centinaia. E dieci i morti. Chi non vuole parlarne, dovrebbe tacere anche a proposito di Christophe Dettinger.

Giustiniano

10 gennaio 2019

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