L’anello militare intorno al Venezuela diventa più stretto. Mentre il presidente Maduro presta giuramento oggi, secondo quanto riferisce il quotidiano « Panamà America » gli USA trasferiscono truppe nel sud del Panama, vicino alla frontiera con la Colombia. Dopo che sono circolate su Internet voci su manovre di elicotteri dell’esercito USA, il capo delle unità di frontiera panamensi, Eric Estrada, ha confermato la presenza di truppe straniere, dipendenti dal comando sud delle forze armate USA (Southcom). L’operazione sarebbe iniziata il 4 gennaio e la prima fase dovrebbe protrarsi fino a lunedi’ prossimo. Un altro trasferimento di truppe USA in Panama sarebbe in programma fra il 19 febbraio e il 2 marzo. Il ministro panamense della Pubblica Sicurezza, Del Rosario, ha dichiarato che gli elicotteri americani trasportano materiali per costruire impianti di controllo in prossimità della frontiera.

Una spiegazione messa in dubbio da molti osservatori. L’agenzia di stampa cubana « Prensa latina » considera il momento e il luogo dove vengono concentrate queste truppe « sospetti ». Il presidente panamense, Juan Carlos Varela, si sarebbe recato il 4 gennaio a Key West (Florida), all’inizio della « prima fase », per un incontro col nuovo comandante della Southcom, ammiraglio Craig Faller. Il suo predecessore, ammiraglio Kurt W.Tidd, aveva annunciato già nel 2017 che « la crescente crisi umanitaria in Venezuela » avrebbe potuto  rendere necessaria una « risposta regionale ». Cioé un intervento militare attraverso il Panama, la Colombia e il Brasile. Gia nella prima metà del 2018 erano state organizzate a Panama esercitazioni di unità dell’aviazione USA con il nome « Nuovi orizzonti » . Il loro compito sarebbe la « protezione » della zona del Canale e « impieghi umanitari » in paesi la cui « stabilità interna » è minacciata. Sul quotidiano « La Estrella », il giornalista panamense Marco A.Gandàsegui ha definito la manovra una « invasione silenziosa » del suo paese per preparare l’aggressione del Venezuela.

Martedi’ il ministero delle Finanze USA ha aumentato la pressione sul governo di Caracas con altre sanzioni. Secondo informazioni provenienti da Washington, le nuove sanzioni colpiscono sette persone e due dozzine di aziende. 13 dei 14 Stati del « Gruppo di Lima », guidati da governi ultraconservatori, hanno chiesto venerdi’ scorso che il potere in Venezuela venga trasferito al parlamento, dominato dall’opposizione, e si svolgano « nuove elezioni presidenziali democratiche ». E’ evidente che l’amministrazione USA pensa che sia il momento giusto per abbattere con la forza Maduro mediante un colpo di Stato. Sabato il presidente del parlamento venezuelano, del partito dell’ultradestra « Voluntad popular » ha chiesto la formazione di un « governo di transizione ».

Giustiniano

10 gennaio 2019

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