Per garantire la ripresa dei progetti di accoglienza a Riace, grazie all’impegno della Rete dei Comuni Solidali, dell’Associazione studi giuridici sull’immigrazione, del Comitato promotore del Premio Nobel per la Pace al comune di Riace, di magistrati, missionari, anarchici, avvocati, giornalisti, sindacalisti, amministratori, scrittori e « cani sciolti », il 12 gennaio nasce, a Caulonia, la Fondazione « E’ Stato il Vento ». Il Comitato promotore, che elegge l’ex sindaco di Rosarno Peppino Lavorato come presidente onorario,  dovrà raccogliere, ora che vengono meno i fondi destinati allo Sprar,  le risorse necessarie a far ripartire tutti i progetti, a riaprire le botteghe artigiane, il ristorante, la fattoria didattica, il frantoio, il turismo diffuso. La email è fondazioneriaceestatoilvento@gmail.com, l’Iban su Banca Etica per chi vuole donare è Comitato E’ Stato il Vento IT48P0501801000000016787921.

Ospite ieri, a Verona, di padre Alex Zanotelli, Mimmo Lucano ricorda che «Riace ha dimostrato che il futuro è il presente. Nel 2015 eravamo metà autoctoni e metà immigrati, ma non c’è mai stato un problema serio. Grazie agli immigrati abbiamo ridato vita a un paese di 1.600 abitanti, riaperto la scuola, creato lavoro recuperando le tradizioni locali, turismo, dando una risposta culturale alla criminalità organizzata. È nato tutto in modo spontaneo quando, sospinta dal vento, una nave carica di profughi curdi è arrivata fin sulla spiaggia della frazione marina. Tutta la comunità ha soccorso e offerto accoglienza ai migranti in cerca di una terra migliore, di una vita diversa, lontana dalle violenze o dalle guerre. È lì che Riace ha cominciato a costruire e a dare vitalità a un progetto di comunità».

E’ un progetto che raccoglie e accoglie, che trasforma un’inaspettata presenza migrante in opportunità per un borgo che si sta spopolando, in speranza di lavoro per chi in quel borgo abita e per i profughi, uomini e donne, che vi arrivano. I ruderi del centro storico, oramai abbandonati dai riacesi emigrati, vengono riadattati diventando case e botteghe per chi sbarca sulle coste calabresi. Così, la Riace che nel 2000 aveva una sola nascita e 25 decessi, accoglie, nel tempo, circa 600 persone in fuga, registrando un saldo di natalità positivo proprio grazie alla presenza degli immigrati. Non è difficile capire perché, in un ventennio, questo paese diventi emblema di accoglienza in Italia e in Europa e si trasformi in notizia in un tempo che vede in continua crescita episodi di razzismo e xenofobia che ricordano, nei modi e nelle parole d’ordine che lo caratterizzano, un altro ventennio.

Ma le fortune elettorali si fondano sulla paura…

Giustiniano

6 febbraio 2019

Print Friendly