C’è qualcosa di comico nell’attuale situazione del governo gialloverde. Mentre Luigi Di Majo rende visita in Francia ai gilet gialli e non lesina loro gli applausi, senza trascurare di dare adeguata pubblicità allo storico avvenimento, la coalizione di cui fa parte a Roma deve affrontare la più grande ondata di proteste degli ultimi anni. Il governo della vecchia e della nuova destra si presenta come difensore della gente modesta – purché italiani, s’intende – ma la sua politica sociale, che promette molto e concede pochissimo, a guardare un po’ più da vicino, sociale non è.

Il tanto decantato « reddito di cittadinanza », piuttosto che una grande conquista,  è  in realtà una forma di sussidio sociale ancora più misero di quelli in vigore in Francia o in Germania. L’abolizione della Legge Fornero non comprende un abbassamento dell’età della pensione e tanto meno la garanzia di una pensione dignitosa a giovani e precari, ma un semplice prepensionamento per alcune categorie di impiegati del sistema pubblico e privato, utile a ridurre o al massimo a ringiovanire gli organici. Nello stesso tempo, con un cosiddetto “decreto sicurezza”,  vengono tagliati i fondi per i progetti di accoglienza dei migranti costringendoli all’illegalità, ». Nulla di “sociale”, come si vede. E non c’è stata neppure la “rivolta” contro i criteri antisociali di Maastricht !

Tuttavia, il fatto che numerosi rappresentanti di primo piano dell’ex partito di governo abbiano partecipato ai cortei di protesta di sabato – c’era perfino una delegazione di Confindustria !  –  unendosi a coloro che criticano le misure del governo  attuale perché poco o punto sociali (ma non il decreto Salvini con relativa chiusura dei porti e del sistema SPRAR) è altrettanto comico. L’ultima ondata di proteste prima di questa  era rivolta proprio contro il Partito democratico…

Giustiniano

11 febbraio 2019

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