Secondo la Fondazione Bertelsmann,« oggi sono troppo pochi i lavoratori specializzati che emigrano in Germania da paesi terzi ». Infatti, per motivi demografici « il fabbisogno di manodopera qualificata non puo’ essere coperto con mezzi interni ». In un think-tank come questo istituto non sorprende che le persone (« manodopera specializzata ») vengano chiamate anzitutto « mezzi » che devono servire agli scopi dell’economia. Che uno sguardo all’economia di una società non contribuisca necessariamente al suo benessere non è dimostrato solo dai conti in attivo – niente debiti ma scuole vecchie – ma anche da questo studio. Infatti, dove vuole andare a parare ?

Immigrazione si’, ma non una qualsiasi. Devono arrivare solo « mezzi » qualificati. Hanno molti vantaggi : possono riempire i vuoti, promuovere la concorrenza salariale al ribasso sul mercato del lavoro e, ciliegina sulla torta, la loro formazione professionale, a scuola e all’università, viene semplicemente lasciata ad altri. Dove porta tutto questo si puo’ osservare guardando al rapporto fra Germania orientale e occidentale o, più in generale, a quello fra Europa centro-orientale ed Europa occidentale. Il problema è che, con grave disappunto degli imprenditori,  le regioni, gli Stati e i territori in crisi dai quali devono venire – e vengono da tempo – i « mezzi » qualificati, non si possono chiudere, come le filiali di un’impresa.

Sono considerazioni applicabili al rapporto fra Italia centro-settentrionale e meridionale. Un laureato costa alla collettività 164.000 euro e un dottore di ricerca 228.000. La Calabria, in particolare, perde ogni anno moltissimi giovani, per lo più formati e qualificati, verso le altre aree del paese. Il numero di emigrati verso altre regioni è enormemente superiore a quello degli immigrati da altre regioni, con conseguente saldo negativo di questa componente della crescita migratoria. Tale emorragia di popolazione acuisce una situazione demografica già di per sé abbastanza grave, contribuendo al progressivo spopolamento dei territori e all’intenso invecchiamento della popolazione che vi risiede (in Calabria, su 10 abitanti, 4 sono anziani).

Giustiniano

13 febbraio 2019

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