Lo scontro sul bilancio USA e la costruzione di un muro alla frontiera con il Messico potrebbe produrre una crisi costituzionale. Venerdi’ notte il Congresso USA ha approvato un progetto di bilancio bipartisan. Con 83 voti contro 16 al Senato e 300 contro 128 alla Camera è prevalso un compromesso. Secondo quanto dichiarato dalla sua portavoce, il presidente Trump sarebbe pronto a firmare una legge di compromesso sul bilancio per impedire una nuova paralisi del governo. Ma, nello stesso tempo, il suo esecutivo adotterà delle misure per garantire la sicurezza della frontiera, ha dichiarato la portavoce Sarah Sanders giovedi’. Cio’ significherebbe la proclamazione dello stato d’emergenza.

Nel conflitto sul bilancio si tratta della costruzione del muro di confine con il Messico, già annunciata da Trump nel 2016, in campagna elettorale. Il compromesso bipartisan prevede una spesa di 1,375 miliardi di dollari per recinzioni alla frontiera. Trump ha dichiarato ripetutamente negli ultimi giorni di « non essere contento » del progetto. Il presidente chiede 5,7 miliardi per un muro. Ma anche questo non è che l’inizio. La spesa vera per la costruzione di un muro alla frontiera è stimata fino a 70 miliardi di dollari. Uno stato di emergenza nazionale consentirebbe a Trump di usare per il muro mezzi accordati per altri programmi.

La leader dell’opposizione democratica al Congresso, la deputata Nancy Pelosi, e il senatore Chuck Schumer, hanno denunciato come « abuso di potere » una proclamazione illegittima dello stato di emergenza. Parecchi rappresentanti politici hanno messo in guardia dalla creazione di un pericoloso precedente. Critici conservatori, contrary ad un eccesso di potere del governo centrale, temono, in caso di sconfitta di Trump alle elezioni del 2020, che una presidente democratica potrebbe dichiarare anche lei lo stato di emergenza per far passare progetti politici progressisti sull’uso delle armi, gli stupefacenti e i problemi dell’assistenza sanitaria.

Trump ha più volte assicurato che il Messico avrebbe pagato il muro. Sabato scorso, in un discorso nel Texas, Trump ha promesso, applaudito dai suoi sostenitori, la costruzione del muro senza preoccuparsi delle trattative al congresso. Giovedi’ il Centro studi sull’immigrazione, vicino ai repubblicani, ha ammonito che la lunga legge di compromesso (1.169 pagine) continene molte prescrizioni che renderebbero più difficile la costruzione del muro alla frontiera. Accorda, ad esempio, un diritto di dire la loro alle città e distretti interessati.

Se Trump non firmasse il progetto di bilancio, sabato molte amministrazioni finirebbero i soldi. Già a dicembre e gennaio parecchi enti erano rimasti chiusi per 35 giorni perché il presidente e il Congresso non avevano potuto mettersi d’accordo sul bilancio. Il sindacato degli assistenti di volo aveva proclamato uno « sciopero generale ». I particolari di questa dichiarazione dello stato d’emergenza non sono noti. Secondo il Washington Post, il ministro della Giustizia ha prevenuto Trump che i tribunali potrebbero bloccare il suo proposito. Ci si aspettano parecchie denunce. Giovedi’, il gruppo « Protect democracy » aveva dichiarato che stava preparando una denuncia con la circoscrizione di El Paso e il gruppo « Border network for Human Rights ».

In un breve sondaggio della CNN il 66% degli intervistati hanno dichiarato che Trump non dovrebbe dichiarare lo stato d’emergenza (il 31% sono favorevoli). Per la Fox News, questa settimana 38% degli intervistati si sono pronunciati per lo stato d’emergenza e 56% contro.

Giustiniano

15 febbraio 2019

Print Friendly