Su Internet, nella homepage di labournet.tv, si puo’ vedere « Lo sciopero delle donne continua », sulla lotta delle educatrici, che rivendicano la costruzione di asili invece di stadi,  per salari e condizioni di lavoro decenti in Polonia. Labournet.tv è un archivio on line per i film sul vecchio e nuovo movimento operaio in tutte le parti del mondo. I gestori della piattaforma, tre donne, mettono al centro del loro lavoro la situazione dei lavoratori dipendenti, la loro autorganizzazione, lotte per il lavoro storiche e attuali o modelli sociali alternativi.

L’idea risale al 2011. I lavoratori dipendenti nel mondo, le loro condizioni di lavoro, le loro lotte erano ben poco rappresentati. Sulle lotte, i media riportano il punto di vista dei sindacati o quello degli imprenditori. Ma, per una vasta e completa mobilitazione, è determinante che i lavoratori siano coscienti del loro potere reale. Nell’archivio on line ci sono film su scioperi e proteste da tutto il mondo I film raccontano l’emancipazione e la solidarietà, incoraggiano all’azione e trasmettono, vicina ed autentica,  l’atmosfera di lotte lontane. Labournet.tv raccoglie i film, li sottotitola e li mette a disposizione gratuitamente on line. Finora sono archiviati 800 film di 54 paesi, dall’handyclip di un minuto ai documentari che durano un’intera serata. E aumentano sempre.

La storia degli scoperi delle donne comincia, in bianco e nero, con il film americano « Salt of earth » (Il sale della terra), del 1954. Il film, del regista Herbert J. Biberman, mostra le donne che subentrano nello sciopero, dopo che è stato vietato per legge ai minatori del Nuovo Messico. Un passaggio che le emancipa dal loro ruolo di casalinghe oppresse e prive di diritti. Una ventina di anni dopo, nel 1973, il film « Pierburg – Ihr Kampf ist unser Kampf » (La loro lotta è la nostra lotta) documenta lo sciopero selvaggio presso la ditta subfornitrice dell’industria dell’auto Pierburg-Neuss, nel quale donne tedesche solidarizzano con donne migranti. Lo sciopero ha successo e si conclude con l’abolizione del livello retributivo II, quello più basso, riservato solo alle donne.

Fra i film recenti c’è, fra gli altri, il documentario di 27 minuti « Two years more » (Due anni di più), del 2006, su una domestica filippina a Hongkong. O il film “Poto Mitan” (2009), dove cinque operaie di Haiti raccontano la loro vita, descrivendo con precisione come il capitalismo neo-liberista distrugge il loro paese. I film sono classificati secondo i paesi e le categorie lavorative. Nel maggio del 2014, il collettivo ha realizzato una serie di dibattiti e interviste sul ruolo dei media nella lotta di classe. La questione centrale era quella della separazione e del possibile conflitto di interessi fra cineasti e lavoratori. L’ispirazione è stata fornita anche dal progetto dello scrittore e documentarista francese Chris Marker, che aveva filmato nel 1967 la lotta degli operai di Besançon. In occasione di una proiezione nella fabbrica del documentario che ne era nato, « À bientôt, j’espère » (A presto, spero) gli operai lo avevano duramente criticato. Fu creato in seguito il gruppo « Medwekin » : gli operai stessi filmavano la loro vita quotidiana e i cineasti si limitavano all’assistenza tecnica.

Per Labournet.tv è importante portare nel dibattito femminista la prospettiva di lavoratrici dipendenti in impieghi mal pagati. La situazione di una donna che lavora 40 ore alla settimana in un supermercato è molto diversa da quella di una laureata, che lavora meno ed é pagata meglio…

Giustiniano

11 marzo 2019

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