Dimentichiamo l’oro, gli immobili e le azioni. L’unico valore sicuro – per chi puo’ permetterselo, s’intende –  è lo champagne. Da bere fra 8 e 9°C, una temperatura ideale nell’era glaciale che avanza fra Londra e Bruxelles. Alla fine di marzo saranno molti i tappi che, per una ragione o per un’altra, salteranno nell’arcipelago britannico. Come è noto, quando si tratta di bere, il patriottismo passa in secondo piano. « Froggies » e « Roastbeefs » trovano finalmente un accordo.

Ci sono due possibilità : i sostenitori dell’uscita del Regno unito (anzi disunito, almeno su questa questione) dall’UE festeggiano il compimento dei loro voti, oppure sono i loro avversari a festeggiare il raggiungimento all’ultimo momento di un qualche accordo fra Londra e Bruxelles. E per lo champagne non c’è bisogno di backstop, la rete di protezione che garantisce l’esistenza di un confine aperto fra Irlanda e Irlanda del nord.

I produttori francesi di champagne hanno pensato a tutto. I grandi delle bollicine hanno pronte in Gran Bretagna dieci milioni di bottiglie, come ha dichiarato mercoledi’ alla AFP il presidente dell’Unione dei  produttori. Per il 29 marzo dovrebbero essercene perfino 15 milioni a disposizione. Perché James Bond non resti a secco, Bollinger, la marca preferita dai sudditi di Sua Maestà, ha messo da parte riserve per almeno tre mesi. Altri concorrenti sono in grado di soddisfare la clientela per sei mesi, se necessario.

Sull’isola, la sopravvivenza della borghesia è assicurata…

Giustiniano

14 marzo 2019

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