La Cina costruisce ferrovie, aeroporti, ponti, auto elettriche, sonde lunari,  isole artificiali e nuove città. Produce i treni più veloci, la rete mobile più moderna e i migliori telefoni cellulari. Anche quest’anno, la sua economia crescerà del 6%. E cosa fa l’UE ? Scrive. La sua « Commissione » che, in un vero Stato, sarebbe chiamata governo, pubblica una « Dichiarazione comune » sulla Cina, dove afferma che quest’ultima, che continua a sviluppare proprie tecnologie avanzate e ad aprire i suoi mercati solo selettivamente, non deve più essere considerata un Paese in via di sviluppo e che l’UE deve consolidare la propria competitività. La Cina sarebbe un « rivale sistemico », che promuove « modelli di governance alternativa ». Qualche decennio fa, quando un Paese aveva l’audacia di non seguire la salvifica dottrina capitalista,  si parlava di « pericolo giallo » e, ancora prima, di «  complotto demo-pluto-giudaico-massonico-bolscevico mondiale ». Ancora oggi, chi non applica principi conformi al gusto occidentale viene escluso per sempre dalla comunità di valori del « mondo libero ».

Il guaio di questa EU è che non è né europea né unita. E’ solo un mezzo per realizzare l’ampliamento dei mercati per le merci ed i capitali tedeschi. Quando gli Stati membri fanno una dichiarazione « comune », la Repubblica federale tedesca riesce, alternando la carota ed il bastone, a portare la maggioranza sulle posizioni che le convengono. La maggiore preoccupazione degli strateghi tedeschi è impedire che la periferia si sottragga a questa egemonia. Per questo il documento contiene qualche frecciatina all’Italia e alla Grecia, Paesi perdenti nella casa da gioco europea,  invitati alla prudenza quando osano guardare verso l’Oriente. Eppure, dopo dieci anni di crisi dell’UE, l’idea di far dirigere la baracca ai cinesi non è priva di fascino. I treni e gli aerei viaggerebbero in orario e neppure il « 5G » sarebbe un problema. Ma la Cina non esporta il suo sistema. Tocca agli europei risolvere i loro problemi. E la soluzione comincia dove finisce la supremazia tedesca…

Giustiniano

19 marzo 2019

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