Costretto ad interrompere, sabato scorso, un week-end sciistico sui Pirenei, inopportuno, oltre che  ecologicamente irresponsabile, il presidente francese è fuori di sé. Dopo aver visto le immagini della “battaglia” fra la polizia e i gilet gialli sugli Champs Élysées, dichiara che sarà l’esercito a fronteggiare domani, sabato 23 marzo,  il 19° Atto  di protesta contro la sua politica economica, sociale ed ambientale. La « République » sarà protetta dai 10.000 uomini del corpo di élite « Sentinelle » creato nel 2015 dopo l’attentato al settimanale Charlie Hebdo. Potranno « anche aprire il fuoco », dichiara il governatore militare di Parigi.

Il questore viene rimosso e sostituito dall’ex sottosegretario agli Interni della presidenza Hollande, noto per la sua durezza. Nella capitale, 5.000 unità speciali della polizia sono invitate ad essere « più offensive ». Le granate esplosive anti-accerchiamento, quelle lacrimogene e le pallottole di gomma hanno già ferito gravemente migliaia di dimostranti. Venti ci hanno rimesso un occhio e cinque una mano. Cosa avverrà quando i « violenti » incontreranno i soldati, armati di mitra e munizioni pesanti ? Spareranno ? Ci saranno dei morti ?

Martedi’ il presidente convoca 60 intellettuali – storici, filosofi, sociologi, scrittori ed artisti – nel suo palazzo. Non si tratta di una discussione ma di una messa in scena come quella del « grande dibattito ». Nient’altro che « aria fritta », secondo le decine di migliaia di lavoratori scesi in piazza per l’aumento di salari e pensioni, la giustizia fiscale, l’accesso al servizio pubblico, nel giorno in cui all’Eliseo si apparecchiava la tavola per i « grandi ». Ormai privo di autorità morale, Macron propone il divieto delle manifestazioni « se necessario », controlli ancora più severi, l’impiego dei droni e di armi da guerra contro un movimento che ha saputo imporsi nel paesaggio sociale e politico francese. E non solo.

Il filosofo Alain Badiou – non invitato alla tavola dei 60 – ricorda che la Francia è il paese della grandi Rivoluzioni – 1789, 1848, 1871, Fronte Popolare,  Resistenza,  Liberazione, Maggio 68 – ma anche della grandi Reazioni – Restaurazione del 1815, II Impero, Guerre coloniali, Collaborazionismo – …

Giustiniano

22 marzo 2019

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