La dinastia di imprenditori Reimann è una delle più ricche famiglie tedesche, proprietaria di numerosi marchi famosi nel mondo. Quasi 80 anni dopo l’inizio della II Guerra mondiale affronta, con la sua holding, JAB, il suo passato nazista. A Ludwigshafen, negli stabilimenti e nella villa di Albert Reimann senior e Albert Reimann junior, durante il periodo nazista sono stati sfruttati dei forzati. I due imprenditori erano nazionalsocialisti ed antisemiti convinti ed hanno tratto notevoli vantaggi dalla II Guerra mondiale.

Tre anni fa gli eredi hanno incaricato uno storico indipendente di indagare sul capitolo nazista della storia dell’azienda. Domenica hanno dichiarato di « sentirsi sollevati, adesso che la verità è venuta fuori ». Peter Harf,  fiduciario della famiglia a capo della holding, ha dichiarato che « Reimann senior e Reimann junior erano colpevoli. Entrambi gli imprenditori avrebbero meritato la prigione.” Secondo Harf, lo storico incaricato della ricerca ne ha presentato i risultati, qualche settimana fa, ai quattro figli di Reimann, a un nipote e a lui stesso. “Dopo averlo ascoltato, eravamo senza parole e pieni di vergogna. Non c’è niente da salvare. Questi crimini sono disgustosi. » L’imprenditore ha annunciato di voler donare ad un’organizzazione dieci milioni di euro.

Le origini della dinastia dei Reimann risalgono alla metà del 19° secolo, quando Johann Adam Benckiser e Karl Ludwig Reimann fondano a Ludwigshafen una fabbrica di prodotti chimici. Ancora oggi, la famiglia possiede una quota delle fabbriche di beni di consume Benckiser (“Clearasil”, “Kukident”, “Calgon”), oltre alla fabbrica di cosmetici USA Coty (marchi come « Calvin Klein » o « Gucci »).

Negli anni scorsi la holding JAB ha investito miliardi nel settore alimentare. La famiglia è presente anche nel caffé. Controlla Jacobs Douwe Egberts con i marchi « Jacobs’, « Tassimo » o « Senseo » e catene di caffé come Peet’s Coffee o Stumptown Coffee Roasters. Negli USA è diventata una concorrente di Nestlé e, con l’acquisto di Dr Pepper Snapple e i suoi marchi “Schweppes” e “7up”,  ha consolidato la sua posizione sul mercato americano. Secondo le stime des “Manager Magazins”, nel 2018 la famiglia Reimann aveva un patrimonio pari a 33 miliardi di euro, numero 2 nella classifica dei tedeschi più ricchi.

I documenti trovati dallo storico mostrano che, già nel 1931, i Reimann avevano finanziato le SS. Il 1° luglio 1937 Albert junior scriveva ad Heinrich Himmler, organizzatore dell’Olocausto: “Siamo un’impresa familiare da oltre un secolo, assolutamente ariana. I titolari sono adepti incondizionati della dottrina della razza.”

Christopher Kopper, storico dell’Economia dell’università di Bielefeld, che ha analizzato i documenti venuti alla luce, ha dichiarato che “Reimann padre e figlio non erano, evidentemente, opportunisti politici, ma nazionalsocialisti convinti.” Il loro comportamento mostra la loro totale mancanza di compassione e la concordanza con l’ideologia razzista del nazionalsocialismo.

La famiglia è schiva e riservata. Per spiegare perché la vicenda, che risale agli anni 1933-1945, diventa nota solo adesso, Kopper dice che l’azienda era, durante il regime nazista, una media impresa e portava un altro nome. I figli di Reimann hanno cominciato a frugare nei documenti del padre e a leggerli negli anni 2000. All’inizio del 2014 hanno deciso di far esaminare da una fonte indipendente la storia della famiglia.

Giustiniano

25 marzo 2019

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