La garrotta è uno strumento di esecuzione medievale. La vittima viene strangolata mediante la compressione della trachea. La morte è lenta. E’ il metodo Trump. Per prima cosa, il presidente americano ha irresponsabilmente denunciato  l’accordo sulla denuclearizzazione concluso nel 2015 dall’amministrazione Obama. Dopodiché è passato al terrorismo finanziario, vietando a Teheran di esportare il suo petrolio e facendo pressioni sul resto del mondo perché rinunci a mantenere rapporti commerciali con l’Iran.

Più la vittima agonizza, più aumenta il malcontento nel Paese. Basta guardare cosa avviene in Venezuela. Se l’obiettivo non sarà centrato con sufficiente rapidità, Trump manderà una portaerei. Sperando che il regime dei mullah, condannato alla morte politica, impieghi la forza per bloccare lo Stretto di Hormuz. Del resto ne avrebbe tutto il diritto, dato che si tratta di una rotta, essenziale per le petroliere, che attraversa le acque territoriali iraniane. E non esistono trattati che ne garantiscano il transito.

Ma tanto fa lo stesso. Se un terzo del petrolio trasportato nel mondo, che transita nella zona, venisse a mancare, sarebbero in molti a chiudere un occhio, o magari due, se Trump desse l’ordine di bombardare. All’offerta globale mancano o stanno venendo a mancare, contemporaneamente, Iran, Libia, Venezuela e, in parte, anche la Nigeria. Il prezzo è risalito al livello dell’ottobre 2018. In un Paese come il nostro, dove l’85% dei trasporti commerciali avviene per strada, l’aumento dei prezzi dei carburanti ha un effetto valanga sulla spesa con un aumento dei costi di trasporto oltre che di quelli di produzione, trasformazione e conservazione. Cosa fanno il governo italiano, l’UE, l’ONU per evitarlo ? Incoraggiano alla moderazione. Anzitutto l’Iran…

Giustiniano

7 maggio 2019

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