Amsterdam, Eindhoven, Groningen, La Haye, Maastricht, Rotterdam, ma anche Dresda, Parigi, Barcellona, Firenze e , presto, Berlino. The Student Hotel  (THS) – catena privata internazionale di studentati di lusso con camere di design, sorprendenti spazi di co-working,  bar-ristoranti stellari, lussuose palestre, piscine – azienda fondata con fondi speculativi come Aermont Capital LLP, ha sede in Olanda. L’affitto – durata massima un anno – è di 50 euro/notte per un letto in camera doppia e di oltre 100 per la singola, fuori mercato per la stragrande maggioranza degli studenti.

Un anno fa, uno Student Hotel, con bar-ristorante, palestra e piscina panoramica sul tetto, ha aperto i battenti a Firenze – città ormai renzianamente votata al turismo – sul viale intitolato a Spartaco Lavagnini (ferroviere, sindacalista, comunista, assassinato dai fascisti il 27 febbraio 1921), in buona parte della ex sede del Servizio Materiale e Trazione e del Controllo Viaggiatori e Bagagli delle Ferrovie dello Stato (il “palazzo del sonno”, nel lungimirante linguaggio popolare). Altre tre strutture sono in progetto in città  per « stimolare la creatività e favorire amicizia e divertimento », dice la pubblicità. Seguiranno Bologna, Torino, Milano, Pisa, Roma.

Intanto, si allarga la voragine fra università di serie A e di serie B e il brain draining dilaga. Mentre le seconde sono ormai solo dei “laureifici”, le prime depredano gli studenti dei territori periferici (sud d’Italia e sud d’Europa) per trasferirli in centri dove sempre maggiore è la pressione delle imprese sulle università, mentre il governo concentra i suoi stanziamenti sui « poli di eccellenza ». Sono gli studenti di queste università di serie A, non certo quelle del sud,  il target di questi « student hotel », che spingono alle stelle gli affitti dei quartieri dove sorgono, accelerandone la gentrificazione.

Per i giovani, la prospettiva è quella di spostarsi continuamente, alla  ricerca di prospettive, per sperare di emergere nell’élite continentale. Pochi possono permetterselo. Per tutti gli altri resta il mercato privato. Precario. Un meccanismo perverso che favorisce lo svuotamento delle università meridionali e gli interessi di finanziarie e palazzinari.

Giustiniano

12 giugno 2019

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