Gli USA accusano l’Iran di essere responsabile dell’attacco a due petroliere, avvenuto giovedi’ mattina nel Golfo di Oman. Giovedi’ pomeriggio, il minustro degli Esteri Mike Pompeo dichiara in una conferenza stampa che « questa valutazione è basata su informazioni dei servizi americani, sulle armi impiegate, sul livello di esperienza necessario per realizzare una simile operazione e su attacchi navali simili in epoca recente ». Gli attacchi simili  sarebbero quelli a quattro petroliere avvenuti il 12 maggio in un’altra zona del golfo di Oman. Anche di questi soprattutto Pompeo e il consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton avevano accusato l’Iran, senza peraltro fornire nessun indizio per confortare un’accusa tanto grave. E neppure nella conferenza stampa di giovedi’ sono state fornite prove da parte del ministro.

Solo qualche ora dopo il Comando militare competente per il Medio Oriente rende noto qualcosa che dovrebbe sostituire una prova : su un video sfocato si vede con difficoltà una piccola nave che si avvicina alla petroliera attaccata e un uomo che sembra prendere un oggetto oscuro dalla murata. Secondo il commento del comando americano si vede un battello veloce dei guardiani della rivoluzione iraniani che rimuovono materiale di prova, in particolare una mina magnetica inesplosa. La cosa non si vede con chiarezza e non rappresenta una prova. Non c’è neppure una spiegazione che chiarisca perché quest’azione sia avvenuta, secondo il comando americano, solo alle 16, nove ore dopo che l’equipaggio della petroliera ha segnalato un’esplosione. Anche la forte presenza USA, con una nave da guerra nelle vicinanze e parecchi aerei da ricognizione nel braccio di mare in questione non rende le affermazioni di Washington più convincenti.

Politici e portavoce iraniani respingono  le accuse come « senza fondamento » e « ridicole ». Ricordano che le due navi avevano, fra l’altro, un carico diretto in Giappone e che gli attacchi si sono verificati proprio durante la visita di Stato del primo ministro giapponese Shinzo Abe a Teheran. Dietro la manovra ci sarebbero forze che intendono disturbare la diplomazia, ha twittato il ministro degli Esteri iraniano Dschawad Sarif.

L’affermazione di Pompeo, secondo la quale gli « attacchi non provocati » alle petroliere sarebbero « una chiara, inaccettabile minaccia per la pace internazionale e la sicurezza della navigazione » lascia temere un’escalation militare, fino alla rappresaglia. La credibilità della politica USA è gravemente compromessa almeno dai tempi delle fake news sulle pretese armi chimiche in Irak o del cosiddetto « massacro di Racak » in Kossovo, servite entrambe per « giustificare » delle guerre. Anche in questo caso una messa in scena da parte degli USA non puo’ essere esclusa. E’ necessaria una commissione di esperti dei cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’ONU per indagare sull’accaduto.

Giustiniano

15 giugno 2019

Print Friendly