Domenica 1° settembre ricorre l’80° anniversario dell’inizio della II Guerra mondiale, con l’invasione tedesca della Polonia. Il presidente tedesco parteciperà alla sua commemorazione. A giugno di quest’anno, la Grecia chiesto formalmente al governo federale l’avvio di trattative relative alla riparazione dei danni di guerra. Secondo una perizia del parlamento greco, si tratta di una cifra vicina ai 289 miliardi di euro. Anche la Polonia esige delle riparazioni. Una commissione parlamentare presenterà fra poco un’indagine in proposito.

In Germania queste richieste di danni risalenti alla II Guerra mondiale sono respinte dalla maggioranza della popolazione. Secondo un sondaggio affidato all’Istituto YouGov dall’Agenzia di stampa DPA, il 68% dei tedeschi sostengono la posizione del loro governo, che considera il problema risolto, politicamente e giuridicamente. Solo il 7% è favorevole a trattative con i due paesi. Per l’11% un tribunale internazionale dovrebbe decidere riguardo a nuovi indennizzi.

Secondo il governo federale tutto è stato concluso con il Trattato “Due più Quattro” del 1990, relarivo alle conseguenze in politica estera dell’unificazione tedesca. Tuttavia, nel Trattato fra la Repubblica federale tedesca, la Repubblica democratica tedesca e le quattro ex potenze d’occupazione USA, URSS, Francia e Gran Bretagna, le riparazioni non sono citate espressamente. Inoltre, numerosi Stati aggrediti ed occupati dalla Germania nazista, come la Grecia e la Polonia, non hanno partecipato alle trattative. Un documento del parlamento tedesco aveva definito la posizione tedesca « sostenibile sulla base del diritto internazionale ma assolutamente non vincolante ».

Giustiniano

30 agosto 2019

 

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