La più grande multinazionale dei farmaci del mondo, l’americana Johnson & Johnson  - giro d’affari 74,331 miliardi di dollari (2014), profitti 16,323 miliardi di dollari (2014) – è stata condannata da un tribunale dello Stato dell’Oklahoma (USA) al pagamento (simbolico) di 570 milioni di dollari per la sua responsabilità nella dipendenza dagli oppiacei che affligge milioni di americani.

Spinta dalla ricerca del massimo profitto, la multinazionale – il cui motto è “l’azienda che si prende cura di voi” – ha creato un mercato di massa per una categoria di farmaci – gli oppiacei – destinata in origine soprattutto a malati di tumore e di altre patologie gravi, lodandone gli effetti per combattere ogni tipo di dolore ed ignorando la dipendenza causata da questo tipo di sostanze.

Nel 2015, nel solo Stato dell’Oklahoma sono state prescritte 110 pillole di oppiacei per ogni adulto. La conseguente epidemia ha ucciso, fra il 2007 e il 2017, 4650 persone. In tutto il territorio USA, negli ultimi due decenni l’uso eccessivo di oppiacei è costato la vita a 200.000 persone. I medici incassano sostanziose bustarelle per prescrivere gli antidolorifici e truffare le assicurazioni perchè coprano la spesa relativa. Ai rappresentanti che ottengono dai medici ricette generose vengono accordati premi non solo in base alla quantità ma anche secondo la composizione delle dosi prescritte.

Johnson & Johnson ha fatto appello, sostenendo, fondatamente, che la FDA (Foods and Drug Administration), Agenzia per Alimenti e Medicinali che si occupa negli USA della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, non ha mai trovato niente da ridire…

Giustiniano

31 agosto 2019

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