Il 1° settembre 1939 unità della Wehrmacht invadono la Repubblica polacca. L’attacco, condotto con estrema brutalità, scatena il più terribile conflitto militare della storia. Investe gran parte della Terra e tutte le grandi potenze del 20° secolo. Le vittime dei crimini di guerra tedeschi sono oltre 13 milioni. Il totale dei morti viene stimato fra 60 e 80 milioni. In Europa, la guerra finisce l’8 e 9 maggio 1945 con la capitolazione senza condizioni della Germania e, in Estremo Oriente, solo nel settembre 1945, con la disfatta del Giappone poche settimane dopo che gli USA hanno sganciato le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki.

La macchina per uccidere che i nazisti hanno messo in moto schiaccia senza pietà la resistenza polacca. La Luftwaffe dà inizio ad una serie di grandi bombardamenti nel territorio della capitale, Varsavia, che distruggono obiettivi militari e civili. Con l’occupazione inizia la persecuzione e l’annientamento degli ebrei polacchi. L’aggressione non è preceduta da nessuna provocazione. I nazisti, con l’attacco da loro simulato dell’emittente Gleiwitz (« dalle 5.45 rispondiamo ») creano un pretesto sfruttabile propagandisticamente. Infatti, diversamente dal 1° agosto 1914, inizio della I Guerra mondiale,  non c’è neppure a questo punto nel Reich – il potere nazista è già consolidato – un entusiamo generalizzato per la guerra. Deve essere ancora scatenato e poi incrementato in permanenza.

Ideologicamente, il concetto fascista dello « spazio vitale ad est » è la base di una guerra di rapina, di conquista e di annientamento che crescerà in seguito a dismisura con il « piano generale est » e l’attacco all’URSS del 22 giugno 1941. L’impresa viene accelerata dal capitale monopolistico tedesco, i cui piani espansionisti, da tempo coltivati, si possono realizzare adesso. Alla vigilia della II Guerra mondiale, Bertolt Brecht annota nel suo diario : « Le frontiere che non possono essere attraversate dalle merci sono superate dai carri armati. Anche questi ultimi sono merci (come i lavoratori che li manovrano). »

Oggi, in Germania come nel resto dell’Occidente, agli alunni delle scuole viene spiegato ben poco delle vere cause della guerra di aggressione fascista. Grazie ad una grottesca personificazione e demonizzazione, Adolf Hitler è trasformato in una sorta di unico responsabile e, con un occhio al Patto di non aggressione russo-tedesco dell’agosto 1939, perfino la colpa della guerra viene relativizzata. La politica accomodante delle potenze occidentali, che nel Patto di Monaco del settembre 1938 attua una strategia di compensazione con il regime nazista, viene esclusa dalla critica quanto la spinta alla guerra del grande capitale tedesco.

C’è dunque poco da stupirsi se il fascismo torna a prosperare su un terreno cosi’ ben preparato e se, coccolati dal governo, perfetti nazisti presenti nelle liste della AfD possono sperare, proprio il 1° settembre, in un risultato a due cifre nelle elezioni regionali della Sassonia e del Brandenburgo. Neppure il rischio di una grande guerra nucleare è da escludere. Con la denuncia del Trattato INF ((Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty) per la limitazione dei missili nucleari a medio raggio da parte degli USA, l’Occidente rimette in moto una pericolosa corsa agli armamenti rivolta contro la Federazione russa e la Repubblica popolare cinese.

Non mancano i motivi per scendere in piazza, in questa giornata contro la guerra, contro la destra e contro nuove guerre…

Giustiniano

1° settembre 2019

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