Fa male leggere sui « social », vere cloache dove molti esprimono, certi dell’impunità,  i peggiori istinti presenti nella nostra società, commenti come quelli di tale « Silvana Provenzano » che, rivolgendosi a Giuliano Giuliani, scrive « tuo figlio era un delinquente drogato con il viso travisato da un passamontagna intento ad aggredire le forze dell’ordine… ».

Un altro, che si autodefinisce  « skrokkacene » sostiene che « giuliani non se ne fotteva nulla del G8: era uno studente universitario molto problematico, un punkabbestia spesso senza fissa dimora con gravi problemi di spaccio, tossicodipendenza e piccoli reati contro le forze dell’ordine…e questo non lo dico io, che sono apertamente contro la sua martirizzazione, ma lo dicono le intercettazioni telefoniche di casa giuliani visto che già dal 1999 il telefono era sotto controllo per le attività antidroga della questura di genova ».

E che dire di « Christian Guaraglia » che, rivolto a Carlo, arriva a scrivere   “GIULIANI HAI FATTO LA FINE CHE MERITAVI BASTARDO PARASSITA » ? Forse l’unica risposta possibile  è contenuta nelle poesie che Carlo scriveva, già a 16 anni,  in latino. Questa, nella quale si rivolge alla madre, Heidi,  è stata tradotta da Erri De Luca : «Madre mia, il tempo che verrà noi  l’ aspettiamo con fiducia, qualunque esso sarà. Però dimenticare non dobbiamo la linea rossa che ci tiene uniti. Quella non potrà avere mai fine».

 

Forse Carlo si rivolgeva a tutti noi…

 

Giustiniano

20 settembre 2019

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