Ursula von der Leyen intende incaricare uno dei vicecommissari europei designati, Margaritis Schinas, della « protezione dello stile di vita europeo », un proposito non solo insensato, ma anche pericoloso. In ogni paese esistono diverse opinioni sul modo di organizzare la propria vita. E’ una faccenda privata e non riguarda certo lo Stato. E’ ovvio che il concetto « stile di vita » dovrebbe distinguere  una « comunità » europea da persone provenienti da altri continenti.

Schinas dovrebbe isolare l’UE dai migranti. Se la futura presidente della Commissione europea dovesse insistere nel suo progetto, malgrado le critiche formulate dal parlamento europeo, favorirebbe i partiti con programmi razzisti, in forte crescita in molti Stati dell’UE, che potrebbero sottolineare come le loro esigenze di « protezione dell’Occidente cristiano » siano condivise, in una forma simile, anche dall’esecutivo dell’UE.

Ma, anche se la von der Leyen cambiasse definizione, i suoi progetti sulla politica dei profughi continuerebbero ad essere criticabili. Vuole sviluppare Frontex, che disporrà, entro il 2024, di 10.000 agenti. Documenti recenti dimostrano che, in molti casi, Frontex fa finta di non vedere quando agenti di frontiera nazionali procedono con violenza contro persone che cercano protezione ai confini esterni dell’UE. E la stessa Frontex non rispetta i diritti umani. Per molti, che cercano rifugio in Europa, è questa la prima impressione dello « stile di vita » sul nostro continente.

Giustiniano

21 settembre 2019

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