Che grazie al trasporto, al vitto e all’alloggio di profughi si possano fare tanti soldi non è una novità. E’ pure sufficientemente noto che chi approfitta di questo affare si muove ai margini della legalità e perfino nell’assoluta illegalità. Tuttavia le dimensioni di questo traffico, che risultano da un processo che si apre in questi giorni a Hildesheim, cittadina di 100.000 abitanti in Bassa Sassonia, sono sorprendenti.

L’ex amministratore dell’Arbeiter-Samariter Bund, un’ong di Hannover, avrebbe imbrogliato la Regione emettendo false fatture relative alla gestione e alla custodia di residenze per profughi e trasferendo i relativi pagamenti su conti privati. Il processo contro l’amministratore e la moglie per truffa aggravata comincia venerdi’. La truffa dovrebbe ammontare a una decina di milioni di euro.

Saranno discussi in un primo tempo 16 casi in cui il principale accusato ha falsificato i conti riguardanti la gestione di residenze per profughi. Da una parte avrebbe fatturato prestazioni mai erogate, per otto milioni di euro. Dall’altra avrebbe trasferito il denaro versato dall’amministrazione regionale su un conto privato, che non risultava nella contabilità dell’ong.

Gli imputati avrebbero usato il denaro cosi’ accumulato per scopi personali, servendosi anche del conto corrente della moglie dell’amministratore. La cosa è stata scoperta lo scorso febbraio. Da allora l’ex amministratore è in carcere perché sussiste il pericolo di fuga. Dato che la detenzione preventiva non puo’ essere superiore a sei mesi, viene celebrato un primo stralcio del processo.

Complessivamente le accuse riguardano sei persone in 28 casi. La somma sottratta è di 10,2 milioni di euro. L’ong ha già fatto i passi necessari per recuperare almeno una parte del denaro in sede civile.

Giustiniano

22 settembre 2019

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