Cosa intenda la signora von der Leyen per « stile di vita europeo » risulta chiaro nella mozione, approvata giovedi’ dal parlamento di Strasburgo con 535 voti favorevoli, 66 contrari e 52 astenuti, che, rovesciando la storia,  equipara comunismo e nazifascismo come regimi totalitari, legittimando, fra l’altro,  l’anticomunismo istituzionale in vigore in alcuni paesi dell’Europa orientale.

Le basi « scientifiche » della mozione sono le famigerate tesi dello storico tedesco Ernst Nolte (1923-2016) – Premio Konrad Adenauer nel 2000 – che hanno un notevole successo in Italia,  secondo il quale il nazismo va esaminato come fenomeno storico, in antitesi al comunismo sovietico, e la Shoah è una conseguenza rispetto ai precedenti “delitti” del bolscevismo. Per lo stesso Nolte, lo storico francese François Furet (1927-1977), che fa riferimento a Zbigniew Brzezinski e Hannah Arendt, offre una « nuova comprensione storico-genetica » che considera il fascismo come una reazione al primo totolitarismo : il comunismo.

Il voto del parlamento europeo conferma l’anticomunismo della grande maggioranza dei suoi membri e l’impianto neoliberale del suo DNA. I deputati italiani favorevoli alla mozione sono Bartolo, Benifei, Bonafè, Calenda, Chinnici, Cozzolino, Danti, De Castro, Ferrandino, Gualmini, Moretti, Picierno, Pisapia, Tinagli, del Partito Democratico. Adinolfi Matteo, Baldassarre, Bardella, Basso, Bizzotto, Bonfrisco, Borchia, Bruna, Camponemosi, Caroppo, Casanova, Conte, Da Re, Donato, Dreosto, Grant, Lancini, Lizzi, Panza, Regimenti, Rinaldi, Sardone, Tardino, Tovaglieri, Vuolo e Zambelli, della Lega. Berlusconi, Martusciello, Milazzo, Salini, Tajani di Forza Italia. Dorfmann della Südtiroler Volkspartei. Fidanza, Fiocchi, Fitto, Stancanelli di Fratelli d’Italia.

E’ un’operazione vergognosa che mette in evidenza come Partito Democratico, Lega e Fratelli d’Italia abbiano in comune molto più di quanto vogliano far credere a Montecitorio…

Giustiniano

23 settembre 2019

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