La parvenza di uguaglianza fra gli Stati del mondo, che talvolta circonda l’Assemblea generale delle Nazioni unite, ispira simpatia. I 193 Stati sono tutti rappresentati. Ognuno dispone di un voto e di un seggio. Per l’assemblea generale che inizia oggi sono arrivati da tutto il mondo 130 capi di Stato e di governo. I rappresentanti delle grandi potenze si confondono fra la folla. Ed in effetti, ogni tanto, grazie alla possibilità di decidere accordata a tutti gli Stati, l’Assemblea generale adotta risoluzioni che tutti auspicano. Come il 22 maggio di quest’anno, ad esempio, quando l’Assemblea generale dell’ONU ha invitato la Gran Bretagna, con 116 voti favorevoli, 6 contrari e 56 astensioni, a sgomberare una delle sue antiche colonie nell’Oceano Indiano, le isole Chagos.

Naturalmente si tratta solo di apparenze. Da sempre le Nazioni unite sono un’istituzione che, teoricamente, deve rendere possibile una composizione globale, su temi importanti della politica mondiale, per smorzare i conflitti che riflettono dure lotte di potere fra gli Stati membri. Tuttavia, in pratica, la maggior parte degli Stati, pur disponendo di un seggio e di un voto, non hanno alcun peso all’esterno del quartier generale dell’ONU, a New York. La cosa è evidente già nella distribuzione dei posti di direzione nelle sue varie istanze. Al primo posto ci sono gli USA, seguiti dalla Francia, dalla Gran Bretagna e dalla Germania. E la Cina ha già conquistato la presidenza di quattro organizzazioni ONU, ad esempio quella della FAO.

Quando il gioco diventa duro, i duri cominciano a giocare. Quando, all’inizio del 1999,  il Consiglio di sicurezza dell’ONU non è disposto ad aprire ai bombardieri tedeschi la via di Belgrado, la Serbia è bombardata lo stesso. Quando, nel 2011, non è possibile un accordo per rovesciare il governo siriano, le potenze occidentali e i loro alleati locali prendono in mano le redini. Da sole. Quando le Nazioni unite non fanno sufficientemente gli interessi degli USA, l’amministrazione Trump riduce e perfino sospende il pagamento della sua quota. E le isole Chagos ? La più grande si chiama Diego Garcia ed è sede di una base militare USA, che Washington usa per le guerre in Medio Oriente. L’Assemblea generale dell’ONU non puo’ farci niente : davanti al potere, quello vero, le apparenze si dissolvono in un attimo…

Giustiniano

24 settembre 2019

 

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