Domenico Lucano torna a Riace dopo 300 giorni di esilio. Il divieto di dimora è revocato dal tribunale di Locri, davanti al quale si difende dalle accuse di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e abuso d’ufficio in relazione all’affidamento diretto a due cooperative riacesi del servizio di raccolta dei rifiuti”. Il sindaco Antonio Trifoli, eletto in quota Lega e subentrato a Lucano il 27 maggio scorso, rimuove, insieme ai sacerdoti locali don Giovanni Coniglio e don Giovanni Piscioneri, il cartello stradale all’ingresso del borgo « Riace paese dell’accoglienza » e lo sostituisce con un altro, benedetto dai due preti,  « Riace paese dei Santi Cosma e Damiano », i « santi medici » festeggiati ogni anno, dal 25 al 27 settembre, con una grande processione conclusa da imponenti fuochi d’artificio.

I due santi, dice la leggenda, non vollero mai denaro o beni in cambio della loro pratica di medici e guaritori. Il sindaco sostiene di aver rimosso il cartello per celebrare l’arrivo in paese, 350 fa, delle loro reliquie. Peccato che il coordinatore comunale della Lega a Riace, Claudio Falchi, eletto consigliere alle ultime elezioni, vinte dalla lista « Noi con Salvini » guidata dal neo sindaco Antonio Trifoli e come lui devoto ai due disinteressati guaritori,  sia ineleggibile essendo stato definitivamente condannato per bancarotta fraudolenta nel 2003. Aveva conquistato il comune inneggiando a legalità e trasparenza, sostenendo che « la Costituzione va rispettata », mettendo in guardia da una « pericolosa catena di disobbedienza alle leggi ». Secondo il Falchi, da 15 anni l’amministrazione comunale vedeva e gestiva esclusivamente clandestini e accoglienza mascherando il business che c’era dietro.

Quanto a Trifoli, vigile urbano, secondo la legge non poteva candidarsi e tanto meno essere eletto nel paese guidato fino al 3 ottobre 2018 da Domenico Lucano, che ricorda il suo rifiuto di altri ruoli che gli sono stati offerti in politica e che una delle cose che più lo appassiona è fare il sindaco perché « c’è un rapporto diretto con la comunità ». E aggiunge : «Mi sono accorto che gli sbarchi invece di essere un problema, erano un’opportunità. Il mio paese appartiene a quelle aree che si sono spopolate per effetto dell’emigrazione e dei forti condizionamenti della criminalità organizzata. Il dramma sociale non è l’immigrazione»

Giustiniano

25 settembre 2019

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