Jacques Chirac è morto, a 86 anni, giovedi’ 26 settembre. In 40 anni di carriera, è presidente della Repubblica, primo  ministro, ministro, sindaco di Parigi, città dove nasce nel 1932. Studente di Scienze politiche nel 1951, milita qualche mese nel Partito comunista. Un peccatuccio di gioventù ! Frequenta per un anno, come uditore, l’università di Harvard. Si laurea in Scienze politiche ed entra nel 1954 alll’ENA, la Scuola Nazionale di Amministrazione. Parte volontario per la Guerra d’Algeria. Ferito, è promosso tenente. Sostiene l’Algeria francese ma questo non gli impedisce di convertirsi al gaullismo nel 1958. Nel 1959 termina gli studi all’ENA. Entra alla Corte dei Conti.

Fra il 1962 e il 1967 lavora come incaricato di missione nel gabinetto del primo ministro Pompidou. Nel 1965 è eletto consigliere comunale e deputato nel 1967, anno in cui entra a far parte del governo Pompidou come sottosegretario. Dopo il maggio 68 è sottosegretario all’Economia e alle Finanze. Pompidou è eletto presidente della Repubblica nel 1969 e nel 1971 Chirac è nominato ministro per i Rapporti con il parlamento. Ottiene nel 1972 il Ministero dell’Agricoltura, dal quale tesse la sua solida trama di clientele con il mondo rurale francese. Indimenticabili le sue annuali visite al Salone dell’Agricoltura. Choucroute, testina di vitello, birra e degustazioni assortite. Nel 1974 è ministro dell’Interno. Sostiene l’elezione alla presidenza della Repubblica di Valéry Giscard d’Estaing., che lo nomina primo ministro. Si dimette nel 1976 e fonda il suo partito personale, Rassemblement pour la République (RPR). Nel 1977 è eletto sindaco di Parigi, formidabile  trampolino per la sua trentennale carriera successiva. L’RPR vince le elezioni politiche del 1978. Candidato alla presidenza della Repubblica nel 1981, finisce terzo, dietro Mitterrand e Giscard.

Alle europee del 1984 si allea con l’UDF, il partito di Giscard. L’unione RPR-UDF vince le politiche del 1986 e Chirac diventa primo ministro. Prima coabitazione della V Repubblica. La sua è una politica liberale ed antioperaia: privatizzazioni e deflazione. Ai giovani che protestano contro la riforma universitaria la polizia risponde uccidendo Malik Oussekine, uno studente di 22 anni. Il ministro Devaquet deve dimettersi. La disoccupazione resta alta. Nel 1988, di nuovo candidato alla presidenza, è battuto ancora una volta da Mitterrand e rieletto sindaco di Parigi. Nel 1990 è rieletto presidente del RPR, che vince le politiche del 1993. Chirac è eletto presidente della Repubblica nel 1995. Primo ministro è il fedele Juppé. La Francia si riavvicina alla NATO. Juppé tenta di estendere al settore pubblico la riforma delle pensioni imposta da Balladur nel 1993 ai lavoratori delle aziende private. Tre settimane ininterrotte di sciopero dei trasporti fanno fallire il progetto. Chirac scioglie il parlamento nel 1997. I socialisti guidati da Jospin vincono le elezioni politiche. Jospin è primo ministro. La nuova coabitazione durerà 5 anni. Per Chirac cominciano i guai giudiziari, conseguenza degli affari politico finanziari dell’RPR con il Comune di Parigi.

Si  ripresenta alle presidenziali del 2002. Favorisce la fusione fra UDF e RPR. Punta sulla riduzione delle tasse e la sicurezza pubblica. Oltre l’80% degli elettori, preoccupati dall’ascesa dei fascisti di Le Pen, lo elegge. Nel 2003 rifiuta di partecipare alla Guerra in Irak voluta dagli USA. Nel 2005 organizza un referendum sul progetto di Costituzione europea che viene bocciato. La situazione nelle banlieues è esplosiva. Viene dichiarato lo stato d’emergenza.  Il primo ministro de Villepin è coinvolto nello scandalo conseguente all’affare Clearstrem 2. Le lotte studentesche seppelliscono la sua riforma del lavoro giovanile (CPE). Nel 2007 Chirac annuncia che non correrà per un 3° mandato presidenziale. Ormai privo dell’immunità legata alla sua carica, nel 2009 è processato e condannato per i falsi impieghi al Comune di Parigi. E’ la prima volta che accade nella storia della Repubblica francese. Protetto dall’immunità presidenziale, è riuscito ad evitare un altro processo per i finanziamenti illeciti al suo partito da parte della lobby delle costruzioni. I decenni Chirac sono quelli della Francafrique, il meccanismo neocoloniale francese. Memorabili le sue cordiali relazioni personali con i cacicchi africani che gestiscono il potere, spesso a vita,  per conto della Francia.

Per il suo patrimonio, Chirac fa parte dell’1% delle famiglie più ricche di Francia. Vasto appartamento a Parigi, fra l’Odéon e il Luxembourg e castello del XVI secolo in Corrèze. Proprietà immobiliari e fondiarie. Viaggi e vacanze di lusso pagati dalllo Stato. Fra il 1987 e il 1995, il sindaco Chirac spende 14 milioni di franchi (2,14 milioni di euro) in pranzi, cene e ricevimenti ! Chirac è uno degli ultimi rappresentanti di una borghesia che sa fare i suoi interessi personali e quelli della classe sociale che rappresenta mascherandoli dietro un abile paternalismo. L’uomo resta popolare per la sua simpatia, la sua bonomia, la capacità di interpretare l’anima francese : il gusto per la buona tavola, le belle donne (anticipa in questo i vari Berlusconi, Salvini, Trump, Johnson), ma anche per la cultura e l’arte. E qualche bel gesto. Oltre al rifiuto di seguire gli americani nella guerra in Irak, il pubblico riconoscimento delle responsabilità della Francia nella deportazione degli Ebrei durante la II guerra mondiale, la critica dei metodi israeliani durante una visita di Stato a Gerusalemme, l’ammirazione testimoniata a Zidane dopo la sua storica zuccata al petto di Materassi in occasione dei Campionati del mondo di calcio del 2006, che gli vale l’eterna ammirazione dei tifosi transalpini…

Giustiniano

27 settembre 2019

Print Friendly