Immaginiamo  che due partiti si presentino alle elezioni promettendo la fine, una volta per tutte, della corruzione e del nepotismo di quelli che li hanno preceduti. E le vincano. Dopo 18 mesi, un video mostra il segretario di uno dei due (si tratta del vice-ncancelliere), proporre un lucroso affare dopo l’altro ad affaristi decisamente loschi. Il governo cade e si va a nuove elezioni. Cosa succede ? Gli stessi due partiti formano un nuovo governo. Benvenuti in Austria.

Le elezioni austriache confermano un trend ormai generale in Europa. A dispetto di promesse elettorali non mantenute e scandali legati alla corruzione dilagante, la destra resta in testa. E’ evidente che gli elettori non conoscono ormai forme diverse di politica e, stanchi delle coalizioni fra socialdemocratici e democristiani che si sono trascinate per lunghi anni, scelgono quella fra democristiani e neofascisti. Anche se implica ulteriori restrizioni del diritto d’asilo, attacchi allo Stato sociale e lotta contro il movimento sindacale. Il governo più amato dopo decenni sembra avviarsi verso una nuova versione.

Il vincitore è incontestabilmente Sebastian Kurz e il partito democristiano confezionato su misura per lui. Il suo risultato alle elezioni di domenica supera perfino quello del 2017. I neofascisti sono puniti ma, con Kurz cancelliere,la fine della politica di destra non è in vista. E i socialdemocratici ? Il loro partito, seguendo una tendenza comune a tutta l’Europa, procede spedito verso la sua scomparsa.

Giustiniano

1° ottobre 2019

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