Dopo l’annessione della Repubblica Democratica Tedesca (DDR), nel 1990, non pochi pensano che la torre della televisione dell’Alexanderplatz, a Berlino, debba essere abbattuta, come il Palazzo della Repubblica, nell’ottica politica di cancellazione, indipendentemente dai valori qualitativi, di tutte le testimonianze dell’esistenza stessa della DDR. Per la stampa di Berlino ovest la torre è uno scandalo. E’ invece molto amata dai cittadini di Berlino est, fin dalla sua inaugurazione, il 3 ottobre di 50 anni fa. La vista sull’ex capitale della DDR e sulla parte occidentale della città è fantastica.

L’idea del governo, negli anni 50, è di costruire un ripetitore. Ma in un altro posto. A metà degli anni 60 viene scelta l’Alexanderplatz, in una delle rare zone della città dove il sottofondo non è paludoso, ma sabbioso, in grado di reggere quella che nel 1969 è la terza costruzione più alta del mondo, dopo la torre della televisione di Mosca e l’Empire State Building di New York ! La torre diventa uno dei simboli architettonici di Berlino, che la chiamano affettuosamente Alex. E rimane tale. Ogni anno la visitano oltre un milione di persone.

Certo, ormai l’accesso alla piattaforma panoramica, con il suo elegante bar-ristorante, costa salato. Conseguenze del capitalismo, ovviamente. La torre è stata da tempo privatizzata ed appartiene oggi a Deutsche Telekom. Prima del 1969 era proprietà pubblica, anzi proprietà del popolo, come si diceva allora. Acqua passata. Chissà se lo scultore Gerhard Thieme ci pensa quando, nel 1968, concepisce la scultura in bronzo « Muratore », il gigante buono di 3,40 metri sulla Karl-Liebknecht-Strasse al quale i berlinesi hanno l’abitudine di stringere la mano passando !

Comunque, sia la torre che la statua sono ancora là…

Giustiniano

2 ottobre 2019

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