Giovedi’ 17 ottobre migliaia di dipendenti delle scuole pubbliche  scioperano a Chicago, terzo distretto scolastico degli USA per importanza. Si tratta di 30.000 insegnanti aderenti al sindacato CTU (Chicago Teachers Union), di 7.500 bidelli, di addetti alle pulizie e di altro personale, aderenti al sindacato dei servizi SEIU Local 73. Le rivendicazioni non solo più solo economiche.

Oltre ad aumenti salariali, gli scioperanti chiedono un aumento delle infermiere nelle scuole, in particolare in quelle dei quartieri poveri, più assistenti sociali e bibliotecari, che mancano in nove scuole su dieci con una maggioranza di allievi afroamericani, dove le classi sono più numerose. Dato che l’anno scorso 16.000 allievi erano senzatetto, la CTU chiede che nell’anno in corso non siano eseguiti sfratti. Il Comune deve offrire protezione agli allievi e provvedere ad alloggi sostenibili. Crediti sicuri e senza interessi devono essere accordati a chi ne ha bisogno.

Secondo la sindaca di Chicago, Lori Lightfoot, il sindacato non ha il diritto di scioperare per rivendicazioni simili. Ma il sindacato CTU replica che il problema della casa è strettamente collegato all’insegnamento. E’ un punto di vista che lo rende molto popolare. In uno sciopero del 2012 CTU si batte per migliori strumenti educativi nelle scuole. Negli ultimi due anni questo tipo di scioperi si diffonde, dapprima negli Stati governati dai repubblicani e in seguito nelle grandi città controllate dai democratici, come Los Angeles e Seattle.

In quest’ultima città il personale delle scuole in sciopero ottiene che vi sia dibattuta la storia razzista degli USA e i suoi effetti sulla società attuale…

Giustiniano

20 ottobre 2019

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