Milano, capitale della Guerra di Liberazione che pone fine alla dittatura fascista e all’occupazione nazista,  aprendo in Italia la stagione della libertà e della democrazia, è medaglia d’oro alla Resistenza. A Milano è perpetrata, il 12 dicembre 1969, la strage di Piazza Fontana (17 morti e 88 feriti), i cui responsabili sono tuttora in libertà. Da anni, grazie alla complicità delle istituzioni, hanno sedi in città movimenti neofascisti come Forza Nuova o CasaPound. Le loro tracce sono evidenti.

Il 30 settembre 2018  i fascisti danneggiano la lapide di via Moncucco, che rende omaggio ai partigiani milanesi Luigi Bossi, deportato e morto a Ebensee-Mauthausen nel 1945, Attilio Lombardi e Alvez Sturaro, fucilati l’anno prima dai repubblichini. Un insulto al valore di tre giovani che hanno dato la vita anche per la libertà di personaggi come quelli che hanno imbrattato il monumento commemorativo.  Il 12 aprile 2019 , in Via Spaventa e in via Borghi, vengono asportate due corone da due lapidi che ricordano i partigiani caduti. I muri sono imbrattati da scritte firmate Forza Nuova. In via Spaventa, una corona di carta formata da tante manine colorate, opera di un gruppo di bambini e bambine, sostituisce quella sottratta, dedicata a Mario Peluzzi, eroe della Resistenza. Anche questa corona è distrutta dai soliti noti. Il 10 giugno 2019 viene data alle fiamme una lapide, dedicata ai Caduti della Resistenza italiana e ai Combattenti delle Brigate Internazionali in Spagna, in via Guerzoni. A poche ore dal giorno della Liberazione viene danneggiata, in via Palmieri, la lapide dedicata al partigiano Carlo Ciocca.  Ieri, 13 novembre, una lapide dedicata all’operaio milanese Giuseppe Rinelli, partigiano impegnato nella Resistenza prelevato a casa sua, in via Rovetta 6, deportato e scomparso per sempre a Mauthausen, è imbrattata da una svastica e dal simbolo delle SS.

Qualche mese fa, quando era ancora ministro dell’Interno, Matteo Salvini, segretario leghista, si era fatto fotografare, sfoggiando una t-shirt con un fregio che ricorda i martelli incrociati degli Hammerskin neonazisti, con il vicesindaco di Luino (Varese)  –  balzato alle cronache nel 2015 per aver pubblicato su Facebook un volantino-fotomontaggio intitolato « Vacanze in Italia » con un barcone e la scritta « 35 euro al giorno, vitto e alloggio, ricariche telefoniche e sigarette » nel giorno in cui nel Canale di Sicilia annegavano 900 migranti – e con Roland Etter. Etter, svizzero, nostalgico delle camice brune e del Sudafrica boero, affascinato dalla gioventù ariana, dalle armi, dalle croci celtiche e dall’iconografia ariana, fondatore dell’associazione « Fratria », ospita a Lugano, l’11 giugno scorso, una conferenza di Alexander Dugin, filosofo postnazista consigliere di Putin, visibile a fianco di Gianluca Savoini, ex portavoce di Salvini,  nella foto dell’hotel Metropol di Mosca.

Il 10 dicembre prossimo i sindaci italiani manifesteranno la loro solidarietà a Liliana Segre, prima firmataria, al Senato, di una mozione che propone l’istituzione di una Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza, approvata malgrado l’astensione dei senatori di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia.

Per Salvini, infatti, l’antisemitismo é una « roba da matti » e il fascismo « un’idea morta »…

Giustiniano

14 novembre 2019

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