Il megacentro commerciale e del tempo libero EuropaCity, previsto nel triangolo di Gonesse, 16 km a nord di Parigi, fra le autostrade A1, A3 e A104 e l’aeroporto di Roissy, non si farà. La fermata della futura linea 17 del progetto Grand Paris, che avrebbe dovuto servire il centro, è sempre in costruzione ed è confermata la « zona a sviluppo concertato » di 280 ettari.

Il progetto di autostrada A45 fra Saint Etienne e Lione, che avrebbe comportato un forte impatto ambientale e un enorme consumo di terre coltivate,  viene abbandonato. Il governo si impegna, invece,  ad investire 400 milioni di euro per migliorare i collegamenti ferroviari, aumentando la frequenza dei treni, e quelli autostradali (la A47 attuale).

A Digoin viene bocciato il progetto di stalla industriale per oltre 4.000 animali. Cotemporaneamente, pero’, sei militanti della Confédération paysanne (sindacato membro del Coordinamento contadino europeo e di Via Campesina), perseguiti per le azioni condotte nel 2013 e 2014 contro una megafattoria per 862 vacche a Drucat, sono condannati a pagare al proprietario 120.000 euro di indennizzo.

Quanto all’aeroporto di Notre Dame des Landes, a nord di Nantes, il progetto, vecchio di 50 anni, viene abbandonato già nel gennaio dello scorso anno. Il governo decide, invece, di potenziare l’aeroporto attuale di Nantes Atlantique prolungando l’unica pista di 400 metri. Tre anni prima, l’allora ministro dell’Ambiente, Ségolène Royal, annunciava l’abbandono del progetto della diga di Sivens, sul fiume Tescou, nel Tarn. Il 26 ottobre la polizia vi aveva ucciso un manifestante di 21 anni, Rémy Fraisse. Al posto della diga di Sivens viene comunque approvato, nel settembre 2019, un nuovo bacino di contenimento nella valle del Tescou per le necessità dell’agricoltura.

I protagonisti delle lotte contro le infrastrutture inutili, o meglio, utili a garantire profitti alle ditte appaltatrici ed eventuali tangenti ai loro committenti pubblici, restano mobilitati.

Giustiniano

17 novembre 2019

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