In lacrime dopo aver visto « Les Misérables », il film sugli abitanti delle banlieues presentato all’ultimo Festival di Cannes, il presidente francese Emmanuel Macron ordina al suo governo di « migliorare le condizioni di vita in banlieue ». La moglie Brigitte, commossa anche lei, tenta di confortarlo. Teme che, dopo « Les Misérables », qualche dubbio lo spinga a vedere tutti i film di Ken Loach e magari quelli di Robert Guédiguian.

Sadismo puro ! Per un uomo come lui, autore della riforma Codice del lavoro, di quelle dell’Imposta di Solidarietà sulla Fortuna (ISF) e dell’Aiuto per pagare l’Affitto (APL), dell’improbabile riforma della pensioni, protagonista di un percorso neoliberale senza errori che fa venire l’acquolina in bocca al Gotha delle banche d’affari, dubitare è un po’ morire. La Francia non lo sopporterebbe. E l’Europa neppure.

Di ritorno all’Eliseo, Macron chiede di visionare « Z », diretto nel 1969 da Costa Gavras, un film che ricostruisce l’operato della polizia per sradicare con ogni mezzo comunismo e movimenti contestatori nella Grecia degli anni 60. Il presidente francese si vede bene nei panni del deputato « Z », il medico assassinato intepretato da Montand, con la moglie Brigitte al posto di Irene Papas.

Dopo la proiezione, il presidente non piange più. Brigitte gli ha spiegato come è andata a finire. La Grecia aveva conosciuto un momento di crescita economica, di pace e di serenità grazie ad un pugno di colonnelli patrioti, decisi a riformare il paese fra il 1967 e il 1974. Un messaggio pieno di speranza. Macron vede per lui un destino alla Papadopoulos, anche se più discreto. Senza galloni (l’esercito neo-liberale destesta le uniformi). Il presidente ha un grande progetto : proibire il velo islamico, il comunitarismo, la maternità surrogata, le manifestazioni, la libertà di stampa, il diritto di sciopero…

« Non esistono erbe cattive, né uomini cattivi, ma soltanto cattivi coltivatori », scriveva Victor Hugo…

Giustiniano

1° dicembre 2019

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