Nato a Palermo nel 1941, a scuola prima dai Salesiani, poi dai Gesuiti, Marcello Dell’Utri – tornato in libertà oggi dopo quattro anni e qualche mese passati in carcere e un anno e mezzo ai domiciliari nella sua casa di Milano – prosegue gli studi nel capoluogo lombardo, alla facoltà di Giurisprudenza, dove conosce Silvio Berlusconi, l’amico geniale per il quale comincia a lavorare nel 1974. Nel 1965 crea a Roma una scuola di formazione sportiva dell’Opus Dei. Nel 1967, a Palermo, conosce Vittorio Mangano (condannato all’ergastolo nel 2000). Entrato nel 1970 alla Cassa di Risparmio delle Province siciliane di Catania, è promosso direttore tre anni dopo, a Palermo.

Nel 1974 l’amico geniale lo assume alla Edilnord per seguire i lavori di ristrutturazione della sua villa di Arcore, acquistata grazie alla mediazione di Cesare Previti. Nel 1977 lascia Edilnord per entrare nella Inim di un certo Rapisarda, buon amico dell’ex sindaco democristiano di Palermo Vito Ciancimino. Nel 1980 diventa presidente-amministratore delegato di Publitalia (nel 1999 patteggerà una condanna a due anni e tre mesi per false fatture e frode fiscale nella gestione di quella società) e nel 1984 è promosso amministratore delegato di Fininvest.

Insieme all’amico geniale fonda Forza Italia nel 1994. Nel 1996 è eletto deputato. Nel 1999 parlamentare europeo. Nel 2001, senatore. Resta in parlamento fino al 2013! Dalla fine degli anni 70, Dell’Utri è, secondo i magistrati che lo condannano a sette anni per “concorso esterno in associazione mafiosa”,  l’ambasciatore di Cosa nostra a Milano. Sceso in politica – sono le sue parole – per evitare il carcere, ci riuscirà solo in parte. Dopo i quattro anni scontati, gli restano due anni di sorveglianza speciale e l’obbligo di firma alla polizia, in attesa dell’esito di altri processi.

L’amico geniale, sceso in politica per lo stesso motivo del suo ex braccio destro, che ha nel frattempo opportunamente  scaricato, ha maggior fortuna: l’unica condanna definitiva – malgrado i 37 processi istruiti a suo carico – la sconta nel 2014, quando, condannato a 4 anni di reclusione per frode fiscale, falso in bilancio e appropriazione indebita, deve trascorrere qualche ora alla settimana con i malati di Alzheimer ricoverati nella clinica Sacra Famiglia di Cesano Boscone, deliziati dal suo inesauribile corredo di barzellette. “Un’esperienza toccante, una pausa di serenità”, commenterà Silvio…

Giustiniano

3 dicembre 2019

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