Ieri, giovedi’, quarta giornata di mobilitazione generale. 200 manifestazioni in tutta la Francia. 1.700.000 manifestanti. 370.000 a Parigi. E’ il 37° giorno consecutivo di sciopero contro la riforma delle pensioni. Il governo insiste nel suo atteggiamento provocatorio, sperando che le tasche vuote degli scioperanti e la stanchezza degli utenti di treni e metropolitane rallentino la dinamica del movimento. Tenta di dividere le categorie e le generazioni. I media contano ogni giorno il numero di scioperanti e i sondaggisti restano in agguato, sperando che la protesta si sgonfi. Tutto inutile.

La cassa di resistenza della CGT ha già raccolto 2.000.000 di euro per sostenere i lavoratori e le loro famiglie, che stringono la cinghia da oltre un mese. Ieri, 9 gennaio, oltre ai ferrovieri e agli autoferrotramvieri, ci sono gli insegnanti e perfino gli avvocati. Le ballerine dell’Opéra de Paris danzano davanti al teatro. Dietro lo striscione dei ferrovieri, anche alcuni lavoratori del settore privato, dove la precarizzazione dei contratti rende lo sciopero sempre più difficile. Il segretario della CGT, Philippe Martinez, che chiede il ritiro puro e semplice di una controriforma che prevede, fra l’altro, l’aumento dell’età della pensione da 62 a 64 anni,  denuncia il « comportamento provocatorio » del governo.

Quest’ultimo resta immobile. Come già con i gilet gialli, Macron ha ingaggiato una prova di forza, ignorando le proteste delle aziende commerciali e turistiche e quelle della SNCF (ferrovie), che denuncia una perdita di 600 milioni di euro. Dopo 36 giorni di sciopero del trasporto ferroviario nazionale e locale – il più lungo da decenni –  non sembra profilarsi nessuna apertura. Anche i lavoratori delle raffinerie e dei depositi di carburante si uniscono alla protesta. La Tour Eiffel chiude i battenti. Molte scuole e università restano chiuse.

Il governo convoca i sindacati oggi, venerdi’. Ma la sua unica idea è quella di riproporre una pessima minestra riscaldata che sarà difficile da fare ingoiare ai lavoratori: la pensione a punti, anticamera del sistema pensionistico a capitalizzazione atteso con impazienza da banche e  assicurazioni private. Perfino il segretario della filogovernativa CFDT, Laurent Berger, dichiara « siamo molto lontani da un accordo ». Il Consiglio dei Ministri intende decidere nella sua seduta del 24 gennaio la controriforma che l’Assemblea nazionale deve discutere il 17 febbraio.

La lotta continua…

Giustiniano

10 gennaio 2020

Print Friendly