Joseph Hillström (Joe Hill) arriva negli USA dalla Svezia nel 1902 in cerca di una vita migliore. Il sogno della terra promessa sfuma di fronte ai pregiudizi e le discriminazioni che deve affrontare. Si stabilisce a New York, quindi a Cleveland (Ohio), poi sulla costa occidentale. Lavora in seguito come docker a San Pedro (California). Percorre il paese in lungo e in largo per difendere i diritti dei lavoratori, diventando una bandiera del sindacalismo americano E’ l’epoca in cui negli USA è l’esercito a sparare sugli scioperanti. Joe Hill scrive poesie satiriche e canzoni impegnate, continuando a lavorare in diversi Stati, saltando sui treni merci per spostarsi. All’inizio del 1914, quando lavora alla Silver King Mining di Park City (Utah), viene accusato dell’omicidio di un macellaio, ex agente di polizia. Si dichiara innocente ma viene condannato. Senza prove. I sindacati di tutto il mondo prendono la sua difesa. Inutilmente.

Viene giustiziato il 19 novembre 1915. Ha 36 anni. L’ultima parola, che grida al plotone d’esecuzione, è « fuoco ». A Bill Haywood, responsabile del sindacato Industrial Workers of the World, scrive prima di morire: “non perdete tempo con il lutto. Organizzatevi!”. Ecco il suo testamento, musicato da Ethel Raim: “Il mio testamento è facile da decidere/Perché non c’è niente da dividere/La mia famiglia non ha bisogno/Di piangere e discutere/ « Chi non sta fermo non pianta radici »/Il mio corpo ? Se potessi scegliere/Lo lascerei ridurre in cenere/E le brezze gioiose soffiare la mia polvere/Dove sbocceranno dei fiori./Cosi’ forse un fiore appassito/Tornerà alla vita/E fiorirà di nuovo/Questa è la mia ultima volontà/Buona fortuna a tutti./Joe Hill.

Il corpo di Joe Hill è cremato a Chicago e le sue ceneri inviate in busta a ciascuna delle sezioni locali del IWW. Nel 1988 è stata trovata una di quelle buste, con una foto e la scritta « Joe Hill assassinato dalla classe capitalista, 19 novembre 1915 » che era stata sequestrata dal Servizio postale USA per il suo « potenziale sovversivo ». Le ceneri contenute in questa busta sono state restituite all’IWW. Cantanti contestatori (« protest singers ») come Alfred Hayes, Earl Robinson, Paul Robeson, Pete Seeger, Phil Ochs, Fred Alpi ne tengono viva la memoria. A Woodstock, nel 1919, Joan Baez canta “I dreamed Joe Hill last night, alive as you and me”.

Bo Widerberg parla del poeta e sindacalista nel suo film “Joe Hill”, Premio della giuria al Festival di Cannes del 1971. E Bob Dylan dice che la storia di Joe Hill è una delle ragioni che lo hanno spinto a scrivere canzoni…

Giustiniano

10 gennaio 2020

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