Giampaolo Pansa è scomparso ieri, a 84 anni. Passa, nella sua lunga carriera, dal Corriere della Sera, attraverso « L’Espresso », « La Repubblica », « Il Riformista », « Libero », « La Verità », « Panorama » al… Corriere della Sera dal settembre scorso. Si improvvisa storico della Resistenza dal 2003, anno a partire dal quale scrive una dozzina di libri, dal  long seller  « Il sangue dei vinti » a « Il dittatore »,  in cui racconta, con dovizia di particolari privi del minimo riscontro documentario, le « vendette » partigiane seguite al 25 aprile 1945.

Pansa è un caposcuola nell’invenzione di bufale neofasciste, di asseriti « eccidi partigiani », di storie raccapriccianti sprovviste di qualsiasi pezza d’appoggio, di narrazioni la cui unica fonte sono i « racconti del nonno ». I suoi dodici libri sono una manna per i « social », dove i presunti stupri compiuti da partigiani assestati di sangue e di sesso, assenti perfino dalla storiografia di estrema destra del XX secolo, diventano virali in pochi secondi.

In « Predappio Toxic Waste Blues »,  i Wu Ming mettono in rilievo l’uso privo di complessi da parte di Pansa della storiografia repubblichina e la sua abitudine di colmarne le falle, in mancanza di seri riscontri storici,  con espedienti giornalistici. Pansa passa per uomo « di sinistra » forse perché, 60 anni fa, consegue la laurea all’università di Torino con una tesi sulla guerra partigiana fra Genova e il Po. Eppure, fra  le « fonti » del giornalista piemontese ci sono addirittura personaggi come il senatore del MSI Giorgio Pisano’, direttore di « Candido » e fondatore nel 1991 del Movimento Fascismo e Libertà !

I suoi romanzi-inchiesta, farciti di frasi a effetto come « …non soltanto i nazifascisti erano belve umane », hanno ormai una schiera di emuli, dai quali emerge l’autore de « I grandi killer della Liberazione », Gianfranco Stella. Il « cordoglio bipartisan » e la « memoria condivisa » che salutano la scomparsa di Giampaolo Pansa contrastano con i danni provocati dai suoi libri alla cultura storica e alla memoria pubblica nel nostro paese…

Giustiniano

14 gennaio 2020

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